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Attualità | 14 settembre 2019, 07:00

Principe Vittorio Emanuele, il disperato appello di insegnanti e genitori ad Appendino: “Non venda la scuoletta”

Sono 1430 le firme raccolte per chiedere all’Amministrazione di non inserire l’edificio nella lista degli immobili da dare all’asta. La direttrice: “Non ne possiamo più di questa incertezza”

Principe Vittorio Emanuele, il disperato appello di insegnanti e genitori ad Appendino: “Non venda la scuoletta”

“In bilico tra santi e falsi dei”. Parole che non sono solo il testo di una famosa canzone dei Negramaro ma che, oggi, descrivono alla perfezione il momento vissuto da centinaia di persone che hanno a cuore il destino della Principe Vittorio Emanuele, istituto di corso Unione Sovietica 170 che comprende sia la scuola di infanzia che della scuola primaria.

E' infatti l'incertezza a farla da padrone. Dopo un lungo tira e molla fatto di notizie, smentite e repentini cambi di idea, la “Scuoletta”, così chiamata da coloro che ci lavorano o che hanno un figlio iscritto presso l’istituto,  è stata inserita nella lista degli immobili che l’Amministrazione ha intenzione di vendere all’asta. La notizia è stata accolta con un misto di rabbia e sgomento dalle 1430 persone che in poche settimane hanno sottoscritto una petizione popolare per chiedere alla sindaca Chiara Appendino di non vendere la loro amata Scuoletta.

La notizia dell’inserimento dell’edificio tra i beni immobili da mettere all’asta, nonostante la concessione di altri sei anni, ha fatto precipitare nell’incertezza insegnanti e genitori. “Le voci si rincorrono da anni, pare ci sia dietro il Koelliker. Abbiamo provato a contattarli ma non ci rispondono” spiega preoccupata Rossella Ferrando, direttrice didattica della Principe Vittorio Emanuele. Da circa settant’anni la scuola, con il suo ruolo educativo e sociale, è un vero e proprio punto di riferimento per i residenti di Borgo Filadelfia, in un territorio compreso tra le Circoscrizioni 2 e 8.

“Il fatto che la Scuoletta possa essere messa in vendita è inconcepibile” attacca la direttrice, che ricorda come l’istituto sia “ormai circondato dai supermercati”. Di certo, in questa querelle che si protrae da diverso tempo un ruolo decisivo potrebbe averlo il neo assessore all’Urbanistica del Comune di Torino, Antoino Iaria. E’ lui che, con le deleghe al patrimonio, potrebbe regalare una nuova, ennesima, svolta alla vicenda della Scuoletta.

Insegnanti e genitori chiedono chiarezza. “C’è confusione dal punto di vista politico, è successo davvero di tutto. Noi siamo pronti a parlare con chiunque”.

Una preoccupazione condivisa da Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati: “La messa in vendita della struttura di corso Unione Sovietica 170 da parte della Città di Torino sarebbe un duro colpo per l’offerta formativa del quartiere e dell’intera città. Ma anche questo lungo e snervante tira e molla non è senza danni: nell’incertezza sul futuro dell’Istituto, il rischio è che diverse famiglie rinuncino a iscrivere i figli al primo anno in una scuola che forse non sarà in grado di portare a termine il ciclo formativo”.

Nella lista delle persone in attesa di chiarimenti vi è poi Davide Ricca, presidente della Circoscrizione 8: “Aspettiamo una risposta alla nostra interpellanza in cui chiediamo se sono state aperte interlocuzioni sulla vendita e, eventualmente, con chi”.

Nel clima di incertezza, la scuola continua nella sua attività. Negli ultimi anni sono stati spesi 450.000 euro di manutenzioni straordinarie, senza mai gravare sull’amministrazione. Le iscrizioni al momento non sono calate, anzi, ma la preoccupazione che l’edificio possa essere venduto rischia di portare a una flessione anche in termini di iscritti.

“Una cosa è certa: noi continueremo a lavorare con passione, non cambieremo mai” è la promessa fatta dalla direttrice della Scuoletta. All’Amministrazione, come sempre, l’ultima parola.

Andrea Parisotto

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