Economia e lavoro - 20 settembre 2019, 14:56

Manital, continua il botta e risposta. L'azienda: "Non siamo in procedura concorsuale, vantiamo crediti non pagati". Ma alcuni stipendi sono fermi a luglio

I sindacati confermano: "Solo il settore industria è regolare al 10 settembre, ma altri appalti sono indietro di mesi". E dalla Regione tuona l'assessore Chiorino: "ll Mise si preoccupi di far pagare, invece di selezionare i commissari giudiziali. No al menefreghismo"

Manital, continua il botta e risposta. L'azienda: "Non siamo in procedura concorsuale, vantiamo crediti non pagati". Ma alcuni stipendi sono fermi a luglio

Telenovela Manital, ennesima puntata. E' quella che ha preso inizio dalle ultime voci che riguardano l'azienda e che parlano di procedura concorsuale. Uno dei passi di partenza del diritto fallimentare.

Voci che però l'azienda ha voluto smentire con forza, con una nota ufficiale in cui ribadisce come non ci sia stata "alcuna interruzione delle attività imprenditoriali, regolarmente svolte presso la clientela" e come, al contrario, siano state fornite "nelle sedi competenti evidenze documentali" a sostegno di questa tesi.
Piuttosto, quello che rivendica Manital, è un credito presso la Pubblica amministrazione ancora non saldato. Da qui la difficoltà di liquidità per pagare gli stipendi dei lavoratori. "Una tensione finanziaria (...) per un credito che ha raggiunto volumi significativi".

E ancora: "L'azienda si è fatta parte attiva per il potenziamento di linee di credito che possano ridurre al più presto la tensione". E infine, spiega come si stia "provvedendo progressivamente al pagamento delle spettanze dei lavoratori relative alle mensilità di luglio e pianificando i flussi per le spettanze del mese di agosto".

Un quadro che in buona parte viene confermato anche dai sindacati. "Il lavoro continua a essere fatto soprattutto grazie ai lavoratori che si presentano a prestare la propria opera pur non essendo retribuiti regolarmente - fa notare Germana Canali, di Filcams Cgil - ma in questo momento uno sciopero a oltranza sarebbe controproducente, soprattutto per gli stessi dipendenti".

"Certo - prosegue - nel settore industria, in situazioni come Teksid, Fca e Iveco, gli stipendi sono stati pagati regolarmente dopo le difficoltà del passato fino al 10 settembre. Ma altrove si è fermi a luglio. Di surroghe se ne sono viste poche e, anzi, in alcuni casi è anche difficile avere un confronto con la committenza".

Tra i dipendenti fermi a luglio ci sono quelli che lavorano su committenza Inps, Telecom ed Equitalia. "Se non si tratta di procedura concorsuale - conclude Canali - comunque abbiamo avuto conferme di un'udienza presso il tribunale di Ivrea, i cui esiti sono ancora secretati, ma aspettiamo di sapere dal giudice se ci sarà un rinvio o magari uno spostamento al tribunale di Torino. In ogni caso, il prossimo 25 settembre abbiamo un vertice fissato all'Unione Industriale per fare il punto con l'azienda".

Ma dal palazzo della Regione è anche la voce dell'assessore Elena Chiorino a tuonare. Nel mirino, ancora una volta, il Ministero per lo Sviluppo Economico: "Invece di lavorare per una soluzione positiva della vicenda, insistendo perché i Ministeri paghino i loro debiti nei confronti di Manital (circa 17 milioni di euro) il Mise prefigura il peggio e seleziona già i commissari giudiziali nel caso in cui il giudice di Ivrea decida di porre Manital in amministrazione controllata".

"Mentre la giustizia fa inesorabilmente il suo corso, il MISE se ne lava le mani - prosegue l'esponente della giunta Cirio -. L’annuncio, apparso sul sito del MISE, è datato 10 settembre. Il titolo è a caratteri cubitali: «Manitalidea, aperte le candidature per i commissari giudiziali». La situazione è drammaticamente chiara. Mentre il Tribunale sta decidendo se esistono o meno le condizioni per porre l’azienda in amministrazione controllata, il ministero del Lavoro, che sa perfettamente dei debiti dei Ministeri, non fa nulla, se non prepararsi al peggio. Un pessimo segnale. Questo atteggiamento, che purtroppo non è nuovo, è per me inaccettabile. Cambiano i governi, ma non la sostanza: siamo di fronte alla manifesta indifferenza di fronte al dramma di migliaia di lavoratori piemontesi e non che da mesi fanno fatica a fare la spesa, non vedono arrivare gli stipendi, non sanno più a che santo votarsi".

"La Regione - conclude - ha fatto e continuerà a fare la sua parte fino in fondo, per quelle che sono le proprie possibilità e competenze. Il MISE sappia che, se pensa potersi girare dall’altra parte lasciando che le cose precipitino nell’indifferenza generale, ci penseremo noi a ricordargli con forza e determinazione il proprio ruolo, anche nei confronti dell’opinione pubblica, riservandoci ogni iniziativa possibile per tutelare gli interessi dei lavoratori, che è sempre la nostra priorità assoluta e che dovrebbe essere anche quella del Ministero".

"Ci sono in queste ore polemiche incomprensibili intorno alla vicenda Manital - sottolinea Federico Bellono della Cgil -: il drammatico precipitare della situazione è purtroppo in linea con quanto successo negli ultimi anni, con un'azienda cresciuta a dismisura ma con basi fragili, grandi ambizioni - anche personali - e una gestione molto disinvolta. In questo momento la priorità è garantire il sostentamento economico ai lavoratori, molto più complicato sarà pensare alle prospettive di Manital, così come doveroso sarà comunque accertare le responsabilità del disastro di un'azienda che in questi anni soprattutto ad Ivrea ha goduto di un credito ingiustificato".

Massimiliano Sciullo

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