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Attualità | 22 settembre 2019, 11:27

La Cascina Piemonte di Mirafiori diventa un chiosco a basso consumo energetico

Il progetto finanziato da Iren all'interno del bando "AmbientAzioni" è di supporto a Orti Generali

La Cascina Piemonte di Mirafiori diventa un chiosco a basso consumo energetico

Riduzione dei consumi, educazione alla sostenibilità ambientale e inclusione dei soggetti svantaggiati. È questo il futuro della Cascina Piemonte di Mirafiori Sud, che rinasce grazie al progetto "Un chiosco per Orti Generali" del 26enne Davide Di Nasso, vincitore di “AmbientAzioni”, il bando di Iren rivolto ai giovani tra i 18 e i 26 anni residenti o studenti nell’area della Città Metropolitana di Torino.

Lo scopo del bando - pubblicato lo scorso 15 aprile e scaduto il 28 giugno - era di individuare e realizzare una proposta a tema ambientale, che contenesse alcuni elementi chiave quali la sensibilizzazione al risparmio energetico, la riduzione di rifiuti e CO2, il miglioramento di performance idriche, o altro ancora. Ai partecipanti è stato chiesto di presentare elaborati innovativi, replicabili in altri contesti, con un budget non superiore ai 25.000 euro e benefici a favore della collettività.

Lo studio effettuato sulla Cascina - situata nel Parco Piemonte e interessata dal progetto Orti Generali dell'associazione Coefficiente Clorofilla - è stato scelto da Iren soprattutto per la scelta di coniugare l'efficientemento energetico (mediante pannelli fotovoltaici, illuminazione a LED, climatizzazione con pompa di calore ad altro rendimento) con la dimensione sociale, coinvolgendo volontari e persone fragili in alcune fasi della sua realizzazione.

Abitata tra gli anni Sessanta e Settanta da un pastore con le sue pecore, che aveva ricavato negli spazi una stalla e un caseificio, fino a pochi anni fa era soggetta a occasionali occupazione abusive, fino all'incendio che nel 2016 la danneggiò definitivamente.

Con l'avvio degli orti urbani di Coefficiente Clorofilla, nel 2018, si è delineato a poco a poco un nuovo scenario per il recupero dell'edificio, e l'associazione stessa ha provveduto al rifacimento del tetto. Ma per renderla di nuovo agibile, servivano finanziamenti.

Ed ecco che il progetto del giovane Di Nasso, chimico, premiato oggi nella sede Iren assieme a uno dei membri del team di lavoro, l'ingegnere Alessandro Caratto, ha risposto concretamente alla chiamata. "Vogliamo realizzare un ambiente per la ristorazione completamente immerso nella natura - hanno spiegato i vincitori - a contatto diretto con gli orti e gli animali presenti nella city farm. La struttura si compone di tre ambienti, che diventeranno la cucina, il bagno e il bar vero e proprio".

"I prodotti somministrati dovranno essere a km 0, coerentemente con i valori del progetto, con alimenti da agricoltura biologica e sostenibile. Sarà un luogo aperto a tutti e fruibile anche durante le attività formative proposte ai cittadini, tra cui quelle per i bambini in “Pomeriggi nel parco”, le attività didattiche per le scuole e alcuni progetti riabilitativi che coinvolgono anche il Sert. Contiamo di ultimare i lavori entro ottobre 2020, sperando poi di andare in pari tra consumo e produzione dell’energetico".

“Il bando – ha commentato il presidente del Comitato Territoriale Iren di Torino, Sergio Enrietto – ha permesso di raccogliere idee davvero interessanti. È la dimostrazione di un’attenzione crescente ai temi della sostenibilità ambientale, attraverso la progettazione partecipata”.

"Raccogliere e anticipare esigenze per costruire soluzioni che rispondano a bisogni emergenti - ha sottolineato il presidente di Iren, Renato Boero -, è l’orientamento che il nostro gruppo persegue nella propria strategia di sviluppo che si fonda proprio sulla volontà di crescere insieme al territorio e alle comunità locali per generare valore condiviso”.

Manuela Marascio

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