Eventi - 30 settembre 2019, 11:28

Cena Tomica a Condove: 8 ristoranti finanziano il recupero di una fonte alpina

Coi proventi dell'iniziativa si ripristinerà l'antica fontana di Mocchie

Cena Tomica a Condove: 8 ristoranti finanziano il recupero di una fonte alpina

Otto ristoranti insieme, a cena, per celebrare la valle di Susa, proprio mentre a Condove il mondo degli alpeggi festeggia la trentesima edizione della popolare Fiera della Toma.

Appuntamento da non perdere, la “cena tomica” di giovedì 10 ottobre al ristorante Phoenix, caposcuola della ristorazione locale d'eccellenza: anche perché il ricavato servirà a recuperare la fonte Sàudia di Mocchie, nel cuore dei pascoli condovesi da cui proviene il prelibato formaggio alpino. Sarà anche l'occasione giusta per presentare al pubblico “Valsusa in Tavola – Storie da gustare”: un'insolita alleanza (permanente) delle migliori cucine valsusine. Oltre al Phoenix, aderiscono il San Michele di Avigliana e l'Om 'd Fer di Sant'Ambrogio, il Sentiero dei Franchi di Sant'Antonino e la Mandragola di Chianocco. Nel gruppo anche il Green Beach del Lago Grande di Avigliana e le location tipicamente alpine del Brusafer e del Mulino di Mattie.

«Ci siamo uniti – spiegano i ristoratori – per fare sistema e concentrare l'attenzione sul nostro territorio, giustamente valorizzato da eventi come la fiera condovese». Entusiasta l'adesione del Comune: per il sindaco Jacopo Suppo e la vice Chiara Bonavero, i ristoratori di “Valsusa in Tavola” dimostrano la giusta sensibilità per la causa del territorio, partendo proprio da un paese come Condove, che coi suoi 40 pastori (per duemila capi di bestiame) è l'emblema dell'agricoltura montana in bassa valle di Susa. Grazie alla “cena tomica”, con l'aiuto dell'esperto Mario Rocci di Mocchie l'antica fonte Sàudia sarà restituita al pubblico: «Ripristineremo il sentiero che conduce alla sorgente, lo segnaleremo con un cartello turistico, sistemeremo il condotto dell'acqua e piazzeremo anche una bella vasca».

Un omaggio alla montagna, dai ristoranti sulle cui tavole finiscono regolarmente i migliori prodotti valsusini. «La cena del 10 ottobre avrà come protagonista la toma a marchio Condove», annuncia lo chef Sandro Ostorero, che al Phoenix farà gli onori di casa. «Per una sera, però, dividerò la cucina con i colleghi di “Valsusa in Tavola”: ognuno di loro preparerà le sue “storie da gustare”. Ciascuno sfornerà un piatto speciale, sempre a base di toma condovese».

Allettante il menù: si apre con il “cocktail futurista”, con “giostra d'alcol” accompagnata con focaccia, e si entra nel vivo con melanzane affumicate, crema di pomodoro, cialda al timo e toma stagionata. A seguire: fagottini di grano saraceno con toma, fichi, porro e mandorle tostate. E poi ravioli ripieni di toma con cipolla rossa caramellata, “ghinefle” e un provocatorio “uovo di mucca”. E per dessert: composta di peperoni e fragole al profumo di basilico con mousse di tometta fresca. Locali anche i vini (Eos, Carchejroun e Azazel) offerti dall'azienda vinicola La Chimera di Chiomonte. Il prezzo, 50 euro (prenotazioni al Phoenix, 011 9643392) servirà interamente a finanziare il ripristino della fontana di Mocchie, al netto delle spese vive per le materie prime destinate alla cena.

«Crediamo profondamente in questa scommessa», conferma Gianfranco Mossa, patron del San Michele di Avigliana, convinto assertore del ritorno alla filiere corte e alla genuinità, a partire dai vini. La pensano così anche Marco Maritano e Carmina Rodriguez della Mandragola: «Da noi, come pure al Phoenix e al Salto dell'Acciuga, locale annesso al San Michele, prima di cena funziona un servizio di wine-bar, per aperitivi decisamente di qualità». Il territorio innanzitutto: se Matilde Frola (Sentiero dei Franchi) fa cantare nel piatto le erbe di stagione, Francesco Curtino (L'Om 'd Fer) esibisce la location spettacolare del ristorante ricavato nel Castello Abbaziale alle pendici della Sacra.

“Valsusa in Tavola” festeggia la bellezza degli scorci valsusini: dallo scenario incantevole del lago (il Green Beach di Fabio Papa e Simone Piccarreta) a quello della tipica borgata alpina (il Brusafer di Mattie, dove Efrem Alberto confeziona delizie nel suo laboratorio biologico di erbe officinali), fino al regno equestre di Pier Giorgio Sica e Anna Maria Chalier, pionieri dell'equitazione alpina con il loro Mulino di Mattie.

«Siamo convinti – dicono – che la cooperazione tra gli operatori non possa che migliorare l'offerta turistica del territorio valsusino: per questo faremo la nostra parte». In effetti è decisamente insolita, l'alleanza tra ristoratori teoricamente concorrenti. «In realtà – aggiungono – preferiamo lavororare in team, anche per proporre ai visitatori una scelta più vasta. Buona cucina, ma senza scordare le attività all'aperto: sport, escursioni, natura e arte».

Si stanno attrezzando: chi entra in un loro ristorante da oggi scopre l'esistenza del circuito, grazie ai dépliant appositamente realizzati per far conoscere gli altri locali e la loro offerta.

comunicato stampa

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