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Cultura e spettacoli | 07 ottobre 2019, 18:56

Un telo racconta il cantiere della chiesa di Sant’Agostino a Pinerolo

L’iniziativa dell’associazione Italia Nostra con l’ok del Comune: «Vorremmo metterne uno anche per i lavori al Palazzo detto degli Acaja»

Un telo racconta il cantiere della chiesa di Sant’Agostino a Pinerolo

Da qualche giorno sulle recinzioni del cantiere della chiesa di Sant’Agostino, all’imbocco di via Principi d’Acaja a Pinerolo, campeggia un telo che illustra ai passanti gli interventi. «Le informazioni che riportano i cartelloni previsti per legge su un cantiere sono tecniche – spiega Maurizio Trombotto, presidente dell’associazione ambientalista Italia Nostra –. Noi intendevamo comunicare cosa si stesse facendo». Per questa ragione Italia Nostra ha chiesto al Comune, che ha dato il via libera, di poter appendere alle recinzioni un telo informativo di un metro per 1,5.

Il testo ricorda come la ex chiesa, che ospita diverse iniziative culturali, sia in realtà intitolata a Santa Maria Liberatrice e le tempistiche dei lavori siano 90 giorni a partire da fine agosto. Sul telo sono riassunti anche gli obiettivi del restauro, finanziato da Fondazione Crt e dal Comune. Lo scopo è ripristinare la colorazione originale delle decorazioni dipinte sulla facciata e porre rimedio all’umidità di risalita, che ha compromesso l’intonaco esistente.

Altri interventi saranno il risanamento dei muri di contenimento e il ripristino degli infissi e dei gradini sconnessi della scalinata di accesso.

Italia Nostra ha chiesto al Comune l’autorizzazione per poter usare lo stesso strumento per un altro cantiere che le sta a cuore, quello del cosiddetto “Palazzo Acaja” di via al Castello, dove il 2 settembre è partito un intervento per risanare la struttura ed evitarne il crollo. Proprio il presidente Maurizio Trombotto aveva evidenziato anni fa una pericolosa breccia nel muro esterno, poi l’associazione si era battuta per salvare il Palazzo da una brutta fine.

Il Comune aveva messo una copertura provvisoria al tetto, a mo’ di ombrello, per evitare ulteriori infiltrazioni in attesa dei lavori che prevedono il rifacimento della copertura della manica prospiciente via al Castello, il consolidamento di elementi strutturali con valenza architettonica (es. pilastri del loggiato), il restauro degli elementi architettonici di pregio (es. formelle in cotto, intonaci originari, restauri lignei) e la parziale demolizione e successiva ricostruzione del muro di cinta su via Jacopo Bernardi. L’appalto è stato affidato alla Riba costruzioni srl di Torino in Ati (Associazione temporanea di imprese) con la Auri Folia Restauri di Torino, per un importo di 225.000 euro, rispetto ai 298.000 a base d’asta. La Soprintendenza ai beni culturali ha erogato un finanziamento di 150.000 euro.

Marco Bertello

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