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Cronaca | 08 ottobre 2019, 14:14

Truffe e usura per arricchire le casse della 'ndrangheta: 16 gli arresti (VIDEO)

Fra le parti lese noti istituti di credito e la Finpiemonte, finanziaria della Regione Piemonte

Truffe e usura per arricchire le casse della 'ndrangheta: 16 gli arresti (VIDEO)

Il fulcro dell'inchiesta è una società che, attraverso prestanomi, costituiva altre società per accedere a prestiti e finanziamenti pubblici da banche ed enti come la Finpiemonte, la finanziaria della Regione Piemonte, che figura fra le parti lese.

Il denaro ottenuto veniva quindi utilizzato per alimentare l'attività di usura, con i proventi destinati a finanziare le casse della 'ndrangheta. È un meccanismo complesso e altamente specializzato quello scoperto dalla Procura di Torino, che attraverso la squadra mobile di Torino ha portato all'arresto di 16 persone (un'altra è latitante), fra cui commercialisti e consulenti.

Le numerose misure cautelari in carcere hanno rigurdato due distinte organizzazioni criminali dedite all’attività di usura ed estorsione. La prima, capeggiata dal pluripregiudicato CERETTA Vittorio, per i delitti di associazione per delinquere finalizzata all’usura, alla truffa, alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, alla malversazione a danno dello Stato, all’esercizio abusivo di attività finanziaria, all’intestazione fittizia di beni, al riciclaggio. La misura cautelare si riferisce all’attività denominata “Criminal Consulting”.

La seconda organizzazione criminale - capeggiata dal sorvegliato speciale MACRI’ Renato, noto esponente locale della ndgrangheta facente capo alla consorteria URSINO-SCALI-MACRI’ di Gioiosa Jonica – dedita all’usura, all’estorsione, al riciclaggio, all’intestazione fittizia di attività finanziarie con l’aggravante del metodo mafioso. Il provvedimento cautelare deriva dall’attività denominataPugno di Ferro”.

Dall’attività investigativa si è delineato un terzo filone derivante dai prestiti a tasso usuraio elargiti dal pluripregiudicato RASO Vittorio - attualmente latitante per altri provvedimenti cautelari già emessi dall’Autorità Giudiziaria torinese - in collaborazione con alcuni suoi stretti familiari, nonché con l’aiuto delle mogli di alcuni esponenti apicali del clan calabrese dei CREA originari di Stilo (RC) e facenti capo a CREA Adolfo, ovvero M.F. e Y.Y.

L’importanza dei provvedimenti della locale Autorità Giudiziaria si colloca nelle pagine della misura cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Torino dott. Agostino Pasquariello che, dopo aver individuato i delitti commessi dai componenti del gruppo criminale, è risalito alle somme di denaro che costituiscono il fulcro dell’attività criminosa. Tali somme sono oggetto di provvedimento di sequestro preventivo: è stato infatti disposto il sequestro di denaro, beni e altre utilità, dei quali gli indagati abbiano disponibilità in via diretta e per interposta persona, fino al valore di circa 3 milioni di Euro.

Allo stato attuale sono 30 le parti offese del reato di usura ed esercizio abusivo del credito. L'autorità giudiziaria ha disposto, inoltre, il sequestro preventivo di beni e denaro per oltre 3 milioni di euro.

"Da questa indagine emerge un quadro investigativo allarmante - ha spiegato Francesco Messina, dirigente centrale anticrimine della polizia ed ex questore di Torino - che attesta un coinvolgimento di organizzazioni criminali in settori di alta specializzazione, una minaccia molto piú qualificata rispetto a quella mafiosa tradizionale".

"In Piemonte la presenza della 'ndrangheta è quasi endemica - ha aggiunto Messina - ma lo schema investigativo utilizzato qui a Torino puó essere replicato nel resto del Paese. Oggi la minaccia, infatti, è la capacità dell'organizzazione criminale di incidere a livello economico sulla società. Ormai è chiaro che organizzazioni simili attecchiscono anche in realtà dove vi è un elevato senso civico, non si tratta piú di un problema culturale".

Il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia ha aperto la conferenza stampa sull'istituzione della Commissione permanente sulla legalità invitando i presenti ad applaudire le forze dell'ordine per l'operazione portata a termine questa mattina.

Marco Panzarella

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