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Cultura e spettacoli | 09 ottobre 2019, 15:50

Torna a splendere alla GAM la scultura di Melotti "Modulazione Ascendente"

L'opera, acquisita dalla Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris nel 1992, è stata restaurata grazie al contributo della Compagnia De’ Juliani

Torna a splendere alla GAM la scultura di Melotti "Modulazione Ascendente"

Modulazione Ascendente, opera di Fausto Melotti del 1977, acquisita dalla Fondazione De Fornaris e concessa in comodato nel 1992 alla GAM di Torino, torna in tutto il suo splendore nel giardino del museo dopo tre mesi di lavoro di pulitura e ripristino.

Il restauro è stato possibile grazie al contributo della Compagnia De’ Juliani, associazione no profit nata nel 2001. I lavori sono stati eseguiti dal restauratore Federico Borgogni, con la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino e di Elena Volpato, conservatore della GAM.

L’opera è ora ricollocata all’interno del giardino, e ruotata per consentirne la visione attraverso una più corretta prospettiva.

Si compone di 4 lastre e 21 elementi in rame che si innalzano verso il cielo, con forme variabili. Dopo anni di esposizione all’azione degli agenti atmosferici, mostrava segni di deterioramenti e lievi fenomeni di esfoliazione. In particolare, tutte le superfici erano interessate da diffusi depositi di particellato atmosferico e aggregati di diversa natura. 

Le parti maggiormente esposte mostravano corrosione dalla colorazione chiara; le zone in sottosquadro, al riparo del dilavamento, erano, invece, prevalentemente interessate da incrostazioni e patine di colore scuro.

“Siamo felici di aver contributo a restituire a una delle più importanti istituzioni culturali della Città il proprio biglietto da visita – dichiara Riccardo Bertolino, presidente della Compagnia De’ Juliani –. La collaborazione con il Museo e con la Fondazione De Fornaris rappresenta pienamente la missione dell’associazione, che intende sostenere il territorio, dando supporto a progetti di carattere sociale e culturale”.

“Si tratta di un’opera di straordinario fascino del Melotti maturo, aerea e leggera - sottolinea Riccardo Passoni, direttore della GAM -, acquisita a suo tempo con il preciso scopo di lasciare un segno importante nel giardino di ingresso della nostra GAM, che si apprestava a essere riaperta alla comunità dopo i lavori di restauro e rinnovamento dell’edificio realizzati tra il 1988 ed il 1993”.

Manuela Marascio

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