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Eventi | 10 ottobre 2019, 21:07

Convegno Aria e Clima: sfide odierne e prospettive future

A Torino si discute di clima e qualità dell’aria progettando un futuro sostenibile, a partire dalla situazione attuale per contrastare i cambiamenti climatici e promuovere la salute del territorio e di conseguenza anche dei cittadini

Convegno Aria e Clima: sfide odierne e prospettive future

Qualità dell’aria e cambiamenti climatici sono due facce della stessa medaglia, eppure è ancora  straordinario che se ne parli insieme. Si tratta, infatti di realtà spesso percepite in maniera autonoma senza tener conto del fatto che siano assolutamente interconnesse.

A sottolinearlo è stato il Direttore generale di Arpa Piemonte, Angelo Robotto, inaugurando i lavori del Convegno “ Aria e Clima:sfide odierne e prospettive future” che si è tenuto oggi, giovedì 10 ottobre, presso l'Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria in piazza Carlo Alberto a Torino.

L’evento s’inserisce nell’ambito di CLIMAERA, un progetto di cooperazione transfrontaliera franco-italiana, che si pone come obiettivo quello di ricercare delle soluzioni per far fronte ai cambiamenti climatici ormai in atto. Climaera propone pertanto un approccio strategico comune nelle politiche ambientali aria-clima-energia al fine di arginare il peggioramento della qualità dell'aria e il cambiamento climatico.

I partner sono Arpa Piemonte, Regione Liguria e Arpa Valle d’Aosta per l'Italia, Atmo Auvergne-Rhône-Alpes e Air PACA per la Francia.
Quello affrontato dal Convegno è sicuramente un argomento che interessa i cittadini piemontesi così come emerge dal sondaggio proposto sul sito ufficiale di Climaera. Alle domande: Quando senti parlare di qualità dell’aria quali sono le prime tre parole che ti vengono in mente? E Quando senti parlare di cambiamenti climatici quali sono le prime tre parole che ti vengono in mente? Le prime tre risposte a proposito dell’aria sono state: inquinamento, smog e salute. Mentre parlando di clima: scioglimento dei ghiacciai, caldo e inquinamento.

La parola inquinamento appare dunque una costante, mettendo in luce sia il legame tra i due argomenti, ma anche il peso che ad esso attribuiscono i cittadini. Ed in generale, più del 50% degli intervistati si è dichiarato fortemente coinvolto dal problema e preoccupato.
Certo è che, le emissioni d’inquinanti, di gas serra ed una riduzione di assorbimento di CO2 a causa della deforestazione hanno come conseguenza il surriscaldamento del pianeta dal quale derivano fenomeni sempre più violenti come temporali, frane, siccità, incendi boschivi, ondate di calore, così come abbiamo avuto modo di verificare sempre più spesso nella nostra quotidianità.

Per parlare seriamente d’inquinamento atmosferico è necessario fare delle distinzioni.
A livello regionale, la maggior parte delle emissioni di ossido d’azoto dipendono dai trasporti (67%), quelle di particolato Pm10 primario per il 53% dal riscaldamento e quelle di CO2 equivalente, per il 42% sono causate dall’industria. Anche le variazioni climatiche, intese come meteorologia, influenzano la qualità dell’aria causando, ad esempio, il rimescolamento degli inquinanti o provocandone l’abbattimento in caso di pioggia o determinandone il ristagno, come avviene in inverno, per via dell’alta pressione.

La politica deve pertanto, prendere il quadro offerto dai dati ed offrire delle risposte così come i gli elettori si aspettano. "Deve dare leggi che tutelino i cittadini – ha sottolineato Angelo Dogo, alla guida della commissione ambiente in Regione- e scrivere nuove regole per il Piemonte e per la nostra gente".
Fondamentale in tal senso anche il ruolo dei sindaci, così come appare evidente dall’accordo tra Arpa Piemonte e Anci che, l’anno scorso, ha dato vita ad un protocollo che si pone l’obiettivo ambizioso di sensibilizzare la cittadinanza e gli amministratori pubblici sui temi sempre attuali dell’ambiente, per migliorare la qualità di vita dei cittadini, agendo in un’ottica di cooperazione, all’interno di una squadra forte e coesa.

Al momento è l’unico protocollo di tal genere esistente a livello nazionale, un progetto pilota dunque, che ci si auspica di estendere al resto del Paese.
"Le strategie per il risanamento della qualità dell’aria e quelle per il contrasto ai cambiamenti climatici sono complementari e non sovrapponibili - ha concluso Robotti-  nel prossimo futuro è importante che le politiche relative al clima, all’energia ed alla qualità dell’aria si concentrino su strategie vincenti su tutti i fronti evitando che le une danneggino le altre".

Un caso emblematico, in tal senso è quello delle biomasse che ha un impatto pesante sulla produzione di PM10. E’ indispensabile pertanto cercare strategie win win e non win lose capaci dunque di intervenire in modo efficace, ma a 360 gradi.

Maria La Calce

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