Attualità - 10 ottobre 2019, 11:10

Parella, il grido d'allarme dell'edicolante di Corso Telesio: “Non riusciamo più a sopravvivere”

Il titolare Marco Baietto è autore di una singolare protesta, con tanto di locandine girate al rovescio e cartelli esposti per chiedere il sostegno dei clienti. Nel chiosco attiva anche una raccolta firme

Parella, il grido d'allarme dell'edicolante di Corso Telesio: “Non riusciamo più a sopravvivere”

“Non riusciamo più a sopravvivere, qualcuno ci aiuti”: il grido di allarme arriva, forte e chiaro, dall'edicolante di Corso Telesio 68 Marco Baietto, autore di una protesta che non è passata inosservata ai residenti di borgata Parella.

Locandine esposte al rovescio e raccolta firme per aderire alla lotta nazionale che i sindacati di categoria stanno portando avanti contro gli editori e una politica ritenuta incapace di trattare adeguatamente l'argomento: “Noi - dichiara Baietto – non riceviamo alcun tipo di aiuto mentre le case editrici sì: la percentuale che spetta agli edicolanti è ridicola pensando che sul costo di un quotidiano di 1 euro e 50 ne paghiamo 1,21,84; in questo modo o si vendono montagne di giornali e riviste oppure non si riesce più ad andare avanti".

"Come se non bastasse, il mercato è stato inquinato da riviste di bassissima qualità a prezzi stracciati, mandando in crisi vere e proprie istituzioni come Gente e Oggi”. A preoccupare è anche il comportamento delle case editrici in casi molto particolari come le raccolte: “Nell'ultima settimana di agosto – prosegue – ci vengono dati i primi numeri, venduti al prezzo di 1 euro e 99".

"Con gli abbonamenti, proposti al 30, 40 o 50% di sconto, il nostro ruolo di informazione e cultura viene sminuito a semplice veicolo pubblicitario, visto che i clienti preferiscono risparmiare e ricevere le uscite direttamente a casa. Non viene nemmeno minimamente considerato il fatto che da noi passano l'80% dei prodotti editoriali”.

I negoziati iniziati in estate, secondo quanto affermato da Baietto, non stanno procedendo positivamente: “Gli incontri – conclude – tra i nostri sindacati e i rappresentanti degli editori non hanno avuto un grande effetto, anzi, loro non mollano di un centimetro avanzando proposte assurde. Speriamo di poter presto presentare la nostra petizione alla Presidenza della Repubblica e a quella del Consiglio dei Ministri”.

Marco Berton

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