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torinoggi.it | 12 ottobre 2019, 17:44

Salta la festa di compleanno del Dejàvu di Vigone: «Dovrò chiudere la sera e lasciare a casa delle persone»

Il “no” del Comune, dopo un controllo dei carabinieri lo scorso sabato, che hanno trovato il locale aperto dopo l’una

Salta la festa di compleanno del Dejàvu di Vigone: «Dovrò chiudere la sera e lasciare a casa delle persone»

«Sarò costretto a chiudere il bar serale e lasciare delle persone senza lavoro» è lo sfogo amaro di Alessandro Tagliaferro, titolare del cocktail bar Dejàvu di Vigone. Il locale doveva festeggiare il suo compleanno stasera, ma la festa è stata annullata, perché il Comune non ha rilasciato il permesso.

La vicenda si trascina già da quest’estate, perché il bar voleva festeggiare ad agosto, ma il Comune ha negato il permesso e l’ha invitato a spostare la festa più avanti. La data era nuovamente fissata e sembrava tutto a posto, quando pochi giorni fa è arrivata la notizia che anche questa volta non si sarebbe tenuto l’evento, che richiama giovani anche dagli altri paesi: prima fanno cena in zona e poi vengono a bere qualcosa nel cocktail bar.

Per quale ragione? «Sabato sono venuti i carabinieri a controllare ed eravamo aperti oltre l’orario previsto dall’ordinanza – ammette Tagliaferro –. Ma mi chiedo perché siano venuti a controllare proprio noi, quando al Pellice era in corso un rave party pieno di gente che si drogava?».

Il locale dovrebbe chiudere all’una, come prevede un’ordinanza emessa qualche anno fa, a seguito di una raccolta firme, che puntava il dito sul volume della musica e gli schiamazzi: «Quest’ordinanza ci sta uccidendo, perché la gente arriva dopo la mezzanotte e io se chiudo all’una, ho praticamente l’incasso di mezz’ora. È un limite che altri locali non hanno – lamenta il titolare –. Ho chiesto con il mio avvocato di vedere quelle firme, ma non mi sono mai state fatte vedere».

«Mi hanno fatto diverse sanzioni economiche e ora ne subirò un’altra – sottolinea –. Inoltre, non potendo fare la festa di compleanno del locale, dovrò rinunciare a un incasso importante, che mi aiuta, in questa stagione, a pagare gli stipendi». La sua convinzione ormai è quella di chiudere il locale la sera: «Così non posso proprio andare avanti».

Cosa replicano dal Comune? «Non deve pensare che qualcuno voglia farlo chiudere, perché non è così – spiega il sindaco Luciano Abate –. Noi eravamo disposti a concedere il permesso per la festa e a derogare dall’orario di chiusura dell’una». Ma? «Dopo il controllo dei carabinieri di sabato non potevamo, visto che c’era stata un’infrazione a un’ordinanza, che probabilmente comporterà un’altra multa».

Marco Bertello

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