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Attualità | 14 ottobre 2019, 18:57

Grattacielo Rai via Cernaia, Lavolta (Pd): "I soldi della vendita restino a Torino". Domani apertura delle buste di gara

Sacco replica:"Nessuna inerzia da parte dell'amministrazione Appendino". La base d’asta per la struttura, inutilizzata dal 2016, è di 7 milioni di euro: una cifra che rischia di aumentare notevolmente, perché l’edificio è pieno di amianto e da bonificare

Grattacielo Rai via Cernaia, Lavolta (Pd): "I soldi della vendita restino a Torino". Domani apertura delle buste di gara

I soldi della vendita del grattacielo Rai di via Cernaia rimangano a Torino, per garantire gli attuali posti di lavoro. E’ questo l’ordine del giorno, proposto dal consigliere comunale del PD Enzo Lavolta, approvato all'unanimità questo pomeriggio dal Consiglio Comunale di Torino.

Lo scorso 11 luglio la Rai ha pubblicato il bando per la cessione dell’immobile vicino a Porta Susa, realizzato nel 1966 su progetto di Domenico Morelli e Aldo Morbelli. La base d’asta per la struttura, inutilizzata dal 2016, è di 7 milioni di euro: una cifra che rischia di aumentare notevolmente, perché l’edificio è pieno di amianto e da bonificare.

A preoccupare i sindacati, come emerso questa mattina in commissione consiliare, è che i soldi ricavati dalla vendita non vengano investiti sul territorio. Le organizzazioni sindacali hanno spiegato come, dal piano industriale triennale della RAI, sembra che gli introiti derivanti dalla cessione del grattacielo di via Cernaia vengano investiti in altre sedi in Italia. A beneficiarne in particolare dovrebbe essere il centro di Saxa Rubra di Roma.

Soldi che per i sindacati dovrebbero essere invece investiti per riqualificare la sede torinese di corso Giambone, spostando qua il materiale per girare in esterno. Quest’ultimo si trova attualmente nella sede di via Verdi, con disagi nella movimentazione durante le produzioni in città. A questo si aggiunge inoltre il trasferimento dei dipendenti in via Cavalli, immobile non di proprietà ma in affitto, con costi dunque supplementari.

Timori raccolti dal consigliere Enzo Lavolta, che commenta “la giunta avrebbe potuto, in virtù dell’accordo stipulato con Rai nel 1956, subordinare il proprio via libera al reinvestimento dei ricavi sulle sedi di Torino. Non lo ha fatto”. “Oggi il consiglio comunale prova a recuperare rispetto all’inerzia dell’assessore Sacco. Mi auguro che la Sindaca tenga conto dell’esito di questo voto, ed eviti che i ricavi derivanti dalla vendita della sede di via Cernaia a Torino finanzino i lavori di ristrutturazione di Saxa Rubra a Roma” ha concluso Lavolta.

Da parte dell’amministrazione -replica Sacco non c’è stata nessuna inerzia: c’era un accordo formalizzato tra  Rai e la precedente amministrazione Fassino, in base al quale era previsto un indennizzo sostitutivo di tutte le attività che dovevano essere svolte”.

Io, -ha continuato - l’assessore Leon e la sindaca Appendino abbiamo incontrato più volte i vertici Rai, con la speranza di trovare nuove sinergie perché questo comparto per noi è fondamentale. Cercheremo in tutti i modi di non perdere ulteriori posti di lavoro, come è capitato in passato”. “Il fatto che sia messo in vendita questo palazzo è positivo per Torino, perché porterà nuovi posti di lavoro derivanti sia dalla ristrutturazione, che dal nuovo possibile insediamento” conclude Sacco. 

L'approvazione di questo atto arriva alla vigilia del termine per la presentazione delle offerte per il grattacielo di via Cernaia. Domani alle 14 è fissata la deadline per la consegna delle proposte presso lo studio notarile Ganelli, dove si terrà contestualmente l’apertura dei plichi.

Cinzia Gatti

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