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Economia e lavoro | 14 ottobre 2019, 20:30

Banca, finanza e commercio, per 3 giorni Torino si specchia nel mondo islamico: "Opportunità di crescita e di sviluppo"

Sono 13.600 gli imprenditori sul territorio che fanno riferimento a quell'area. Anche l'arte e la cultura fanno la loro parte. "Ma non parliamo di Turchia o Siria: mercanti e artisti costruiscono ponti, non li distruggono"

Banca, finanza e commercio, per 3 giorni Torino si specchia nel mondo islamico: "Opportunità di crescita e di sviluppo"

Quarta edizione per il "Turin islamic economic forum", manifestazione che per tre giorni (dal 28 al 30 ottobre, tra Torino Incontra e villa Gualino) metterà di fronte il tessuto economico piemontese e quello mediorientale, in enorme fase di crescita e sviluppo.

Otto sessioni, 46 relatori e un programma ricco di spunti, anche di attualità. "Il mondo islamico rappresenta un'opportunità sotto diversi punti di vista - dice Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio di Torino -.  Innanzitutto come mercato, con persone che hanno bisogni e richieste particolari. Ma anche un bacino di imprenditori, pari a 13.600 sul nostro territorio e questo vuol dire che circa il 50% delle imprese straniere qui da noi fanno capo a persone legate al mondo islamico. È dunque una finanza che può essere strategica per noi, anche sul lungo periodo e per progetti di riqualificazione".

Marocco, Albania ed Egitto le tre nazioni più rappresentate, all'ombra della Mole. "E c'è grande simpatia e interesse nei nostri confronti, per un miliardo di interscambio superiore ai 4,5 miliardi tra mezzi di trasporto, meccanica e food. Proprio i settori che sono i nostri assi nella manica - aggiunge Ilotte - e come Camera di Commercio stiamo costruendo progetti per aiutare chi vuole andare a insediarsi negli Emirati Arabi, anche in vista dell'Expo".

"Da una decina d'anni ci occupiamo di questi temi di finanza islamica - aggiunge Paolo Pietro Biancone, responsabile dell'osservatorio Finanza Islamica dell'Università degli studi di Torino - e lo scopo è trovare le opportunità, ma anche le modifiche legislative necessarie a semplificare i rapporti. Penso per esempio a realtà come le banche islamiche, che in ossequio alla loro cultura non prevedono tassi interesse e guadagni e dunque ragionano su architetture e metodi diversi. Senza dimenticare che non possono investire in settori considerati non etici. Non intendiamo fare favoritismi, insomma, ma almeno impegnarci per rimuovere eventuali ostacoli". Per parlare di questo argomento, alla tre giorni, ci sarà anche il Governo rappresentato dalla vice ministra all'Economia Laura Castelli.

"Tief è un caso unico in cui pubblico e privato collaborano - sottilinea Alberto Brugnoni, managing partner di Assaif, prima società in Europa che si occupa di finanza islamica - e tra i temi principali ci sarà l'inclusione sociale, toccando anche progetti come quello che trova spazio proprio a Torino, denominato Nur, declinato per l'energia rinnovabile per Betlemme".

"E poi c'è da ragionare su tutta la fetta di economia Halal, che riguarda porzioni importanti di nuova cittadinanza - prosegue - senza dimenticare i beni culturali, che vedono il nostro Paese come quello che ne custodisce la porzione più rilevante: non portati qui, ma autoctoni. Un patrimonio che merita di essere valorizzato offrendo altre proposte a chi viene in Piemonte anche per altri motivi". E proprio Artissima, con Hub Middle East, metterà durante l'evento un mattoncino in questo senso, grazie ad alcuni esponenti ospiti che saranno presenti agli appuntamenti in calendario.

"L'Università che esce dalla sua torre d'Avorio e si apre al territorio è uno degli obiettivi che vogliamo perseguire - aggiunge il rettore dell'Università di Torino, Stefano Geuna - e dal confronto con mondi così diversi, anche dal punto di vista economico, non si può che crescere tutti e gettare le basi per un mondo migliore".

"La manifestazione è l'esempio di tante realtà del nostro territorio che si mettono insieme e gettano semi per far crescere qualcosa di nuovo e di buono per la città - commenta Alberto Sacco, assessore comunale al commercio -. È un progetto forte in cui crediamo. Ci sono già cento iscritti a oggi in arrivo da tutto il mondo, imprenditori e manager o professionisti di alto livello. Ma anche studenti e le attese si dimostrano grandi anche grazie ai risultati su Internet e le manifestazioni di interesse".

"Non è un progetto fine a se stesso - prosegue Sacco -, ma si colloca in un percorso di grande collaborazione con la comunità islamica, per cui Torino è la città che sta facendo più passi avanti. È un settore su cui bisogna investire, anche se i risultati magari potranno arrivare più in là, anche a costo che se li goda qualcun altro. Ma è importante spingere su questi temi e noi ne siamo convinti".

Sui temi incandescenti come l'attuale situazione in Turchia, tra curdi e Siria, nessuno però vuole prendere posizione: "Nel nostro evento parliamo di massimi sistemi svincolandoci da fatti attuali, dalla politica o dalla religione, non è nella nostra agenda", dice Brugnoni. Che poi puntualizza: "Le guerre sono fatte dai politici e sono una cosa terribile, mentre sono i mercanti e gli artisti a costruire ponti". E anche il Comune si allinea su questa posizione.

Massimiliano Sciullo

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