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Attualità | 15 ottobre 2019, 10:22

La mamma di un ragazzo autistico di Trofarello denuncia: "Mio figlio discriminato a scuola, promosso al liceo di pur allontanarlo"

Anfass: "Andremo a fondo della questione rivolgendoci all’Ufficio scolastico regionale"

La mamma di un ragazzo autistico di Trofarello denuncia: "Mio figlio discriminato a scuola, promosso al liceo di pur allontanarlo"

Edoardo è un ragazzo di 15 anni che presenta una forma grave di autismo, che non gli permette di mettersi in contatto con l’altro e spesso reagisce con atteggiamenti di angoscia e chiusura. Non di rado arriva a manifestazioni auto aggressive e provocatorie, quando non si trova in situazioni e contesti ben conosciuti e prevedibili. Il suo grado di sviluppo è pari a quello di un bambino di 3 anni e l’anno passato ha frequentato la terza media a Trofarello. Il preside dell’istituto, però, nonostante il parere negativo di esperti e la richiesta della madre affinché rimanesse in quella classe anche l’anno successivo, lo ha promosso, pur non avendogli fatto sostenere l’esame di Stato.

Mio figlio - denuncia la mamma, Alessandra Rubiolo - non sa leggere e non sa scrivere. Mi sono sempre prodigata con numerose terapie affinché la sua situazione migliorasse. Ma arrivato in terza media ci siamo accorti che non era pronto per fare il salto successivo al liceo. Così ho chiesto al dirigente scolastico dell’istituto che venisse fermato un altro anno alle medie. In un primo momento hanno accettato, poi qualcosa è andato storto”.

Il giorno dell’inizio degli scritti, infatti, la mamma viene contattata dall’istituto. “Mi è stato chiesto come mai mio figlio non si fosse presentato agli esami, per me è stata una doccia fredda. E nonostante nemmeno in un secondo momento sia andato a sostenere l’esame, il preside ha deciso di promuoverlo lo stesso”.

Il motivo? “Non lo volevano più in quella scuola, mi sono sentita cacciata dall’istituzione scolastica” spiega Alessandra. “Così Edoardo, -continua la donna - senza neppure aver frequentato l’esame, è stato ritenuto idoneo a frequentare il liceo. Ha cambiato scuola e il nuovo istituto, non essendo stato avvertito per tempo, non ha potuto neppure garantirgli il percorso di inserimento graduale e oggi non gli sono state neppure assegnate le ore di educativa richieste".

Persone come Edoardo -spiega Giancarlo D’Errico, presidente di Anffas Torino- hanno bisogno di stabilità e hanno bisogno di essere seguite. E se nemmeno la scuola è in grado di garantire e comprendere questi bisogni allora si pone un grosso problema”. “Nel caso di Edoardo - prosegue D’Errico - indietro non si può tornare, ma la domanda che si pone è: il preside della scuola è sicuro di aver scelto considerando il bene della persona o ha adottato un comportamento discriminatorio?”.

Ad assistere direttamente Alessandra è stato il consigliere di Anffas Torino Angelo Faiella: “Quando la signora è andata a parlare col preside chiedendo che il figlio potesse rimanere un altro anno alle media ero presente anche io e confermo che il dirigente, a parole, aveva dato la sua totale disponibilità”. “Andremo a fondo alla questione, anche rivolgendoci all’Ufficio scolastico Regionale” conclude.

A replicare è la scuola, che spiega come si sia ritenuto più opportuno per “lui continuare il percorso scolastico. Per sostenerlo in questi anni abbiamo fatto tutto ciò che era possibile”.

Se fosse rimasto – continuano dall’istituto – avrebbe avuti compagni e insegnanti nuovi: il prossimo anno con il passaggio alle superiori avrebbe dovuto cambiare nuovamente ambiente”. “Nessuno ha mai voluto allontanare Edoardo” concludono.

Cinzia Gatti

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