Eventi - 18 ottobre 2019, 10:25

Alpinisti nel bianco e scalatori dell'inutile: alle Fonderie Limone la danza esplora la montagna

Nuova tappa del percorso "Vertigine", progetto internazionale di Torinodanza. Stasera e domani, prima nazionale di "White Out", il nuovo spettacolo di Piergiorgio Milano

Alpinisti nel bianco e scalatori dell'inutile: alle Fonderie Limone la danza esplora la montagna

Passerà anche dalle Fonderie Limone di Moncalieri il percorso di "Vertigine", progetto internazionale di Torinodanza che espande i confini delle varie forme del ballo, avvicinando la montagna al palcoscenico, attraverso un confronto creativo fra coreografi e paesaggio, danzatori e atleti, sport e arte.

Dopo aver affascinato con Au bout des doigts il pubblico accorso alla palestra di roccia di Avigliana, nel corso delle tappe estive del progetto triennale transfrontaliero Corpo Links Cluster, finanziato dal programma europeo ALCOTRA (Alpi Latine Cooperazione TRAnsfrontaliera), che coinvolge anche Malraux scène nationale Chambéry Savoie, Associazione Dislivelli di Torino e Université Savoie Mont Blanc, Piergiorgio Milano porta in scena, in prima nazionale, stasera e domani, il suo nuovo White Out.

Uno spettacolo che nasce da un dialogo a tre voci, liberamente ispirato agli scritti di Walter Bonatti, Giampiero Motti, Enrico Camanni, Jon Krakuer, Joe Simpson, Mark Twight, Reinhold Messner e del sociologo francese David Le Breton.

I personaggi condividono un solo spirito, la fortissima aspirazione alla vetta: uomini e donne mossi dall’incessante intento di proseguire la via a tutti i costi, continuando a salire e camminare nonostante ogni sorta di difficoltà.

White Out analizza le tecniche dell’alpinismo e dell’arrampicata e le rielabora in linguaggio danzato. Tra le altezze, il tempo si dilata, diventa monotono, immenso, per poi tornare a riflettersi nei gesti indispensabili del quotidiano e nei racconti condivisi a fine giornata. L’intento è di far vivere allo spettatore un’esperienza fatta di muscoli, sudore, fatica, peso, sforzo e volontà: un grande omaggio a tutti gli alpinisti spariti nel nulla, o che scelgono volutamente il rischio di sparire, nel bianco senza fine delle altezze. 

Nell’alpinismo, infatti, si definisce "white out" la perdita totale di riferimenti spazio-temporali e la conseguente impossibilità di avanzare o retrocedere. Una condizione che può portare a conseguenze estreme. Attraverso il potere evocativo della danza e dell'acrobatica, lo spettacolo prende forma con un linguaggio in cui il corpo è veicolo della tensione del rischio, delle condizioni estreme e dell’ambizione umana. 

«Il mio linguaggio coreografico - dice Piergiorgio Milano - è il risultato di anni di ricerca sull’incontro di danza, teatro e arti circensi. I miei spettacoli si caratterizzano per un’estetica teatrale forte, sulla quale la danza può appoggiarsi e svilupparsi in piena libertà di poesia e virtuosismo. Mi posiziono al confine tra diverse arti, categorie o discipline; è nella tendenza ad oltrepassare quel confine che trovo la forza da immettere nei miei processi creativi. Mi dedico completamente, affinché i miei lavori restino sempre il frutto di una contaminazione radicale tra danza, circo e teatro.»

Moschettoni, rinvii, funi e imbraghi, sono elementi coreografici sradicati dal loro utilizzo reale e che danno vita a nuove possibilità espressive. A favore dell’illusione visiva di una gravità impossibile, anche gli sci diventano un oggetto dall’equilibrio instabile a favore di un’espressività intensa e originale. 

La drammaturgia utilizza un editing cinematografico dalla cronologia scomposta: un’alternanza d’immagini che oscillano tra realtà e immaginazione e si sviluppa attraverso il principio della frammentazione e dei flashback, mentre la voce narrante accompagna il pubblico alla scoperta del proprio immaginario personale. 

Al termine dello spettacolo di questa sera, Piergiorgio Milano dialogherà, in un incontro aperto a tutto il pubblico, con l’architetto e guida alpina Anna Torretta, pluri-campionessa italiana e vice campionessa del mondo 2006 di arrampicata su ghiaccio, profonda conoscitrice della montagna e unica donna fra le guide alpine di Courmayeur. Insieme a lei, lo scrittore e giornalista Enrico Camanni e il direttore artistico di Torinodanza festival Anna Cremonini si confronteranno con il coreografo sulla relazione fra danza e alpinismo. 

Manuela Marascio

Ti potrebbero interessare anche:

SU