Politica - 18 ottobre 2019, 17:44

Anagrafi, la svolta di Pironti: "Sì all'innovazione ma priorità a personale e comunicazione"

Un cambio di passo per risolvere la questione anagrafi: il neo assessore all'Innovazione valuta alcuni cambiamenti di cui discutere con il collega Rolando

Anagrafi, la svolta di Pironti: "Sì all'innovazione ma priorità a personale e comunicazione"

E’ passato solo un mese dalla staffetta tra Marco Pironti e Paola Pisano alla guida dell’assessorato all’Innovazione, eppure il nuovo entrato in Giunta sembra voler apportare qualche cambiamento rispetto alla strategia messa in campo dal neo ministro all’Innovazione. Idee e approcci differenti.

A svelare il cambio di passo è la questione anagrafi. Per ovviare al problema delle lunghe code e dei disservizi, Pironti ha immediatamente creato un gruppo di lavoro per capire quanto stato fatto fin ora dal suo predecessore e a che punto fosse il processo di digitalizzazione presso l’Anagrafe centrale: un momento di riflessione per analizzare eventuali errori commessi e decidere quali misure prendere nell’immediato futuro.

L’assessore, a differenza di Pisano, ha sentito la necessità di riportare al centro del processo la persona e non il computer. “E’ stato fatto tanto in termini di innovazione, ma un totem o un computer arrivano fino a un certo punto. Sono un supporto importantissimo, ma non risolvono il problema” spiega Pironti.

Questo non significa che proprio l’assessore all’Innovazione non abbia a cuore l’innovazione stessa. Anzi. “Mi piacerebbe per esempio avere tantissimi totem e che all’Anagrafe ragazzi giovani possano spiegare ai più anziani come utilizzarli”, rivela Pironti, citando tra le altre cose l’esempio del Mc Donald’s, che da diverso tempo ha pensato di digitalizzare alcune pratiche come quella relativa all’ordine, in modo tale da smaltire inutili code. I sogni però si scontrano con una realtà economica difficile e con i tre totem parcheggiati presso l’Anagrafe Centrale avvolti in un cellophane.

E’ per questo motivo che il primo step, quello più fattibile, potrebbe essere quello di investire o comunque cambiare metodi di comunicazione: è infatti stato dimostrato come molte prassi si riescano a svolgere senza passare obbligatoriamente dallo sportello. Un esempio? La pratica di variazione di indirizzo. “Il 95% viene gestita senza che l’utente entri a contatto con l’operatore, che viene invece interpellato nel 5% dei casi, quelli considerati anomali”.

Non è utopia quindi pensare che, dopo un confronto con l’assessore Rolando, vero depositario delle deleghe per le anagrafi, i primi step per risolvere il doppio problema code e disservizi siano quelli di puntare sulla formazione dei dipendenti e sulla comunicazione. “Il problema di carattere comunicativo è evidente. Bisogna segnalare il percorso più veloce, senza che una persona impazzisca nel sceglierlo” spiega Enzo Lavolta, consigliere del Partito Democratico. Un parere, quest’ultimo, condiviso anche dagli uffici: “Molti utenti arrivano impreparati e questo genera problemi. Non possiamo limitarci a interventi spot, le risorse destinate alla comunicazione devono esser costanti perché il cittadino va accompagnato”.

Far comprendere al cittadino la possibilità di svolgere diverse pratiche online, in edicola o nei tanti totem sparsi per il territorio, resta quindi una grande sfida non solo per Pironti, neo assessore all’Innovazione, ma per la Città di Torino. Una “lotta concettuale” che non richiede una forte spinta innovativa ma necessita invece del giusto mix tra strumentazione, risorse, comunicazione e personale al fine di rendere meno impattante quella che dovrebbe essere una semplice esperienza di vita quotidiana: lo stampaggio di un documento o certificato.

Andrea Parisotto

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