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Sanità | 19 ottobre 2019, 08:00

Che buone le lasagne! I consigli di nutrigenomica di Simona Oberto

Purtroppo bisogna ammetterlo: le persone vivono sempre di più in una condizione di iposoddisfazione e iperattivazione.

Che buone le lasagne! I consigli di nutrigenomica di Simona Oberto

Immaginatevi un mattino, passare di fretta davanti al vostro bar preferito, dove di solito avete l’abitudine di fermarvi per la pausa pranzo. Il vostro occhio cade sulla locandina, esposta nell’angolo subito vicino all’entrata. Quella, è la locandina dove ogni mattina Ernesto, il titolare, scrive con cura quale sarà il piatto del giorno. Ebbene quella mattina, leggendo la locandina con un colpo d’occhio, vi fermate. Leggete e rileggete la frase, increduli e stupiti.

“Oggi eccezionale menù nutrigenomico: sulforafano fresco scottato in padella, su un letto di purea di quercetina in agrodolce, con scagliette di acido butirrico, il tutto condito con una spruzzata di idrossitirosolo e oleuropeina spremuti a freddo”. Immagino la vostra espressione! Se non fosse che siete già in ritardo, entrereste per chiedere spiegazioni al vostro amico chef, ma non avete tempo. Nessun problema! A pranzo opterete per quel nuovo ristorante in fondo alla via, con il classico menù del giorno che riporta a caratteri cubitali le vostre tanto amate lasagne al forno o i bucatini all’amatriciana o la milanese con le patatine fritte e per i più salutari una bella insalatona mista o un misto di verdure grigliate. Certo, avete ragione! Volete mettere? “Lasagne” e “sulforafano”, proprio non c’è storia! Del resto le prime attiveranno all’istante il vostro circuito cerebrale del piacere, conosciuto anche come sistema mesocorticolimbico, composto da un piccolo gruppo di regioni cerebrali, nelle quali si registrano i livelli più alti di dopamina. E sarà proprio la dopamina che vi farà già immaginare seduti a tavola, davanti a quel bel piatto di lasagne fumanti. Il solo pensiero aumenterà il vostro desiderio e la vostra salivazione. Se poi ci mettiamo una lunga mattinata stressante, carichi di cortisolo e adrenalina alle stelle, arriverete al momento della pausa pranzo più famelici che mai. Divorerete il piatto di lasagne come se fosse l’ultimo della vostra vita, per poi abbandonarvi a qualche breve istante di profonda soddisfazione, in cui la serotonina (ormone della felicità) prevarrà su tutti gli altri ormoni.

Ma sarà una soddisfazione effimera, perché in men che non si dica, il famoso “senso di colpa” per aver sforato di nuovo la vostra dieta del momento, prenderà il sopravvento. La serotonina diminuirà e lascerà il posto ai più “prepotenti” ormoni dello stress (quelli della mattinata…vi ricordate?), che vi riporteranno nella pericolosa alterazione psicofisica “stressogena”, di cui abbiamo parlato in molti articoli, responsabile dell’insorgenza di molte delle patologie cronico degenerative, tipiche della nostra società moderna.

Che dire? “Tanto piacere, andato in fumo in pochi bocconi!” Purtroppo bisogna ammetterlo: le persone vivono sempre di più in una condizione di iposoddisfazione e iperattivazione. Si fa qualcosa che ci soddisfa per pochi minuti, per poi ritornare carichi di delusione, di rabbia e di fretta. Ma non basta guardare la cosa solo da un punto di vista emotivo/comportamentale, perché dietro a un anonimo piatto di lasagne, potrebbero nascondersi anche altri “nemici” e questi ben più pericolosi di quello che potete pensare. Sto parlando di: conservanti, additivi chimici, grassi idrogenati, micotossine, tutte sostanze citotossiche o genotossiche.

Magari le vostre tanto amate lasagne sono state realizzate con una farina raffinata di pessima qualità, troppo ricca di glutine e zucchero, con valore nutrizionale pari a zero. Condite con un ragù, realizzato con prodotti non freschi o peggio riciclati, e per questo “aggiustato” con sale e spezie molto saporite come la noce moscata, il pepe o la paprika, per nasconderne il reale gusto sgradevole. Senza contare il fatto che dal punto di vista nutrigenomico, cioè di valore nutrizionale cellulare, non vi avrà apportato nulla di buono, se non ulteriori “sostanze tossiche” da metabolizzare ed eliminare. Naturalmente tutto questo a carico del vostro fegato, che dovrà cercare di rendere i “tossici” il più innocui possibili, prima che i vostri organi emuntori possano eliminarli. Sempre che il vostro apparato gastrointestinale funzioni correttamente e con lui anche i vostri organi emuntori. Oramai lo sapete! La Nutrigenomica si occupa della relazione tra il cibo e i geni. I geni si attivano o si disattivano in funzione soprattutto della tipologia del cibo ingerito. Non si parla più di calorie ma di qualità di nutrienti, perché questi sono “informazione” che viene letta dalla cellula, una informazione che va a influenzare i processi metabolici più profondi. Quando il cibo non è sano, non contiene le informazioni giuste che vengono scambiate dalle cellule come “nemici”. Questa condizione nel tempo dà il via a un progressivo ed inevitabile processo di “disequilibrio molecolare”, alla base di tutte le patologie cronico degenerative! Quindi, lo avrete capito! Non è un problema di quantità, cioè di diete più o meno caloriche, ma di qualità dei nutrienti, che dovranno essere il più possibile freschi, stagionali, senza conservanti e additivi aggiunti, perchè è attraverso il cibo che noi apportiamo ciò che è necessario, alle nostre cellule, per funzionare al meglio.

Ci deve essere compatibilità tra ciò che introduciamo e ciò di cui il nostro organismo ha davvero bisogno! Ma come facciamo a sapere se il cibo che scegliamo è un cibo nutrigenomico? Dobbiamo imparare a riconoscere i nutrienti che lui contiene o affidarci a persone che lo possono fare per noi, se non abbiamo tempo! Non sottovalutate questo aspetto. Uscite dagli stereotipi che vi fanno considerare l’insalata un alimento salutare e una torta, il peggiore dei vostri nemici. Quello che dovete chiedervi è: “Cosa contiene quell’insalata?” Beh! Se è confezionata all’interno di sacchetti, sicuramente tanti additivi, che andranno ad impegnare e intossicare in primis il vostro intestino, con fenomeni di fermentazione e conseguente gonfiore. Senza additivi, del resto, non durerebbe più di qualche ora! Ma chiedetevi anche cosa contiene quel dolce. Beh! Se fatto in casa, ad esempio con farina di canapa e quinoa, conterrà molte proteine di grande valore nutritivo, se avete utilizzato uova fresche e ghee, ancora grassi importanti per la salute delle vostre cellule, soprattutto i vostri neuroni e se l’avete guarnita con frutta fresca di stagione, assumerete buoni zuccheri che porteranno nutrimento ai vostri muscoli e al vostro cervello. Capite la differenza? Ma ritorniamo davanti al vostro bar preferito, di fronte a quella locandina “strana” su cui avete letto, stralunati, quei nomi astrusi e incomprensibili.

Ve li traduco. Il piatto del giorno è: “Broccoli saltati in padella, su un letto di purea di cipolle rosse, capperi e olive taggiasche, con scaglie di pecorino, conditi con olio extravergine di oliva spremuto a freddo” Niente male!! Vero? Ecco un piatto che dal punto di vista nutrigenomico è veramente molto completo e ideale, soprattutto in una pausa pranzo perché contiene tutti i nutrienti importanti, perché voi possiate continuare, sereni e ben concentrati, la seconda parte della vostra giornata lavorativa. Ma cosa sono: il sulforafano, la quercetina, l’acido butirrico e l’idrossitirosolo? Il sulforafano, è un composto azotato contenuto nei broccoli. E’ un potente modulatore del sistema immunitario. Ha una forte azione battericida e anticancerogena. Agisce su una particolare proteina Nrf2 che lavora dentro e fuori le nostre cellule, monitorandone la salute. Nel momento stesso in cui la cellula viene messa sotto attacco da un patogeno, questa proteina aumenta la sua velocità, diventa più efficiente e stimola la sintetizzazione di potentissimi enzimi antiossidanti e citoprotettivi. La quercetina è un flavonide contenuto nel cipolle, nei capperi, nelle olive, nei mirtilli, nel tè verde ecc. Ha una potente azione antiossidante, antinfiammatoria e antistaminica. E’ una grande amica del nostro fegato. L’acido butirrico è un acido grasso a catena corta, che ha un ruolo importante nelle funzioni intestinali.

E’ fondamentale per un buon metabolismo energetico del colon. Viene prodotto dalla fermentazione dei carboidrati (fibra), che giungono indigeriti nel colon. E’ contenuto in abbondanza nel formaggio stagionato caprino e pecorino. L’idrossitirosolo e l’oleuropeina sono polifenoli contenuti nell’olio extravergine d'oliva (solo se spremuti a freddo), ci proteggono dallo stress ossidativo e dall’invecchiamento precoce cellulare. Insomma la mia vuole essere una provocazione! Ben venga un bel piatto di lasagne (io ne vado ghiotta!) ma perché possano essere, non solo gustose e appetibili, ma anche nutrienti per le vostre cellule, accertatevi che siano state fatte con una accurata scelta degli ingredienti. Imparate a scegliere e pretendere la qualità di ciò che mangiate! Questo nel tempo vi ripagherà con la, sempre più rara, salute psicofisica!

Simona Oberto cura il sito web www.cibocuranaturale.com e la pagina facebook "Il tuo coach alimentare".

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