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Economia e lavoro | 21 ottobre 2019, 13:37

Due orizzontale: non solo Reno Alpi, Piemonte e Liguria puntano sul corridoio Mediterraneo. Aspettando Conte

Vertice tra le Confindustrie e i parlamentari: retroporto e logistica, ma anche Torino-Lione. Cirio: "Il premier conosca le nostre ferite aperte e nomini il Commissario dell'osservatorio Tav, così come il componente del nostro comitato di Pilotaggio"

Due orizzontale: non solo Reno Alpi, Piemonte e Liguria puntano sul corridoio Mediterraneo. Aspettando Conte

Guardare verso l'alto. Ma non solo: un occhio va dato anche al Mediterraneo, dunque in una prospettiva "orizzontale". È in quella direzione che vogliono puntare le imprese piemontesi e, per farlo, chiedono aiuto alle vicine liguri. Se infatti Torino, Genova e relative regioni fanno già parte del Gruppo Europeo di Cooperazione territoriale Reno Alpi, l'altra prospettiva è per il Corridoio Mediterraneo. È quanto emerso in occasione del vertice tra Confindustria Piemonte, quella della Liguria e i parlamentari delle due regioni.

"Gli incontri con i parlamentari sono fondamentali, vista la volatilità dei governi. Anche perché tra le priorità di cui ci troviamo ciclicamente a parlare ci sono argomenti come la TAV, non so se ne avete sentito parlare". Sceglie di impugnare il fioretto dell'ironia Fabio Ravanelli, presidente di Confindustria Piemonte, in occasione dell'incontro tra il mondo delle industrie regionali e i colleghi della Liguria. Un momento di confronto importante, nonostante le defezioni dovute soprattutto al maltempo che in questi giorni interessa soprattutto Basso Piemonte e Liguria. "In effetti - aggiunge Giuseppe Zampini, presidente di Confindustria Liguria - sembra di parlare sempre degli stessi temi, ma non si tratta di rallentare. Piuttosto di accelerare".

E proprio un GECT mediterraneo sembra rappresentare la prospettiva nuova. "Le singole Regioni sono ormai troppo piccole per rimanere al passo con le dinamiche globali - sottolinea Paolo Balistreri, segretario di Confindustria Piemonte - e anche se in questo momento i colleghi catalani hanno altro a cui pensare, avevano già detto di essere interessati". "Dobbiamo lavorare sui territori, anche usando le risorse di compensazione, per progetti di sviluppo e che attirino investimenti. A cominciare dal retro porto, parlando di rapporti con la Liguria, visto che non basta smistare i treni e le merci: il vero valore aggiunto sta nel lavorare le merci".

Una volta attivo, il GECT può attirare e attuare fondi europei per lo sviluppo regionale, progetti di cooperazione transfrontaliera, fondi di coesione e risorse del Fondo sociale europeo.Cosa serve? Due Stati membri (o autorità nazionali), autorità regionali e locali, imprese pubbliche e associazioni anche regionali o locali. Il progetto potrebbe coinvolgere Spagna, Francia, Slovenia, Croazia e Ungheria, oltre ovviamente a Piemonte e Liguria, insieme alle altre regioni del centro-nord.

Tra i nodi da sciogliere, proprio il movimento delle merci una volta approdati in Italia via mare. "Il porto non può essere una realtà chiusa, in cui non si può entrare - aggiunge Guido Porta, presidente di Fuorimuro servizi portuali e ferroviari - ma bisogna pensare a una serie di interporti, una rete composta anche di nodi minori". Un sistema in cui, oltre alla Torino-Lione e il Terzo Valico si innestano anche altri elementi come la Gronda o il completamento della Genova-Ventimiglia. E poi il polo logistico di Novara, così come quello di Torino-Orbassano, "snodo verso Lione, seconda area per importanza in Francia. Ma bisogna insistere sui treni, al momento ancora svantaggiosi rispetto ai bus quando si tratta di spostare merci in uscita dal porto". E tra le zone in cui si potrebbe lavorare , ci sono anche esempi virtuosi. Per esempio Borgo San Dalmazzo.

"Abbiamo una classe imprenditoriale da sempre di primo livello, ma non sempre la classe politica è stata all'altezza. Io per primo - commenta Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte -. Per fortuna abbiamo messo in sicurezza la TAV, ormai irreversibile. Ma ci sono ancora 100 milioni di euro di opere aggiuntive. Serve però la nomina di un commissario governativo per poter procedere. Intendiamo nominare il comitato di Pilotaggio, mai creato finora e lo diremo al presidente Conte, domani. Ma è necessario che si abbini a un Osservatorio".

Intanto, per la politica "estera", Cirio garantisce di "aver già portato avanti progetti con Rhone Alpes. Ma servono le nomine del governo per la Torino-Lione. Serve quell'attenzione che è venuto meno con i bandi per la tangenziale di Torino, dove siamo stati ignorati".

E se Conte domani sarà a Torino per pagare di Area di crisi, "presenteremo lo studio preparato dal Politecnico e chiederemo di coinvolgere tutta la Regione, pur tenendo il centro di gravità su Torino, ma anche Ivrea, Pinerolo e val di Susa. Chiederemo la certezza dei finanziamenti, perché stiamo bloccando risorse complementari a livello europeo".

Massimiliano Sciullo

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