Attualità - 21 ottobre 2019, 12:18

I leader indigeni dell'Amazzonia a Torino: "L'Europa lotti con noi per salvare la foresta"

"Siamo qua per denunciare come i prodotti che vengano esportati in Europa sono innaffiati col sangue indigeno e fatti in zone di conflitto"

I leader indigeni dell'Amazzonia a Torino: "L'Europa lotti con noi per salvare la foresta"

Non una goccia in più del sangue indigeno”. E’ questo il cartello esposto dalla delegazione di leader indigeni dell’Amazzonia oggi ospite in Comune a Torino, insieme ai Parents For Future e Fridays For Future, per incontrare l’amministrazione Appendino.

L’appuntamento si inserisce in un tour attraverso 13 europei, che ha fatto tappa anche a Torino, per denunciare le sistematiche violazioni dei diritti che si sono intensificata dall’elezione a presidente del Brasile di Jari Bolsonaro.

Siamo qua – raccontano Célia XakriabáAlberto Terrena ed Erisvan Guajajara  - per denunciare come i prodotti che vengano esportati in Europa sono innaffiati col sangue indigeno e fatti in zone di conflitto. Siamo qua per denunciare come il genocidio e l'ecocidio siano crimini contro l'umanità”.

Ad agosto gli incendi hanno devastato la foresta amazzonica, bruciando 30 mila metri quadrati di verde. I roghi non hanno prodotto vittime umane, ma ucciso migliaia di animali e devastato l’ecosistema. “Noi consideriamo la natura – spiegano - come persone: il nostro territorio è stato avvelenato. I Guaranì sono la popolazione maggiormente danneggiata: è stato sottratto loro del territorio e muoiono per strada. Il governo Bolsonaro non vuole darci il territorio che ci spetta e vuole toglierci le aree a noi dedicate”.

Noi stiamo combattendo – continuano gli indigeni – lì con il nostro corpo per ridurre i cambiamenti climatici. Rappresentiamo solo 1% della popolazione del Brasile, ma stiamo salvando la foresta”. “L’Europa deve capire che se uccidi gli indigeni, uccidi l’intera umanità: chiediamo a tutti di lottare insieme a noi” concludono Célia XakriabáAlberto Terrena ed Erisvan Guajajara.

"Queste parole - ha commentato il consigliere del M5S Federico Mensio - non solo dovrebbero farci riflettere, ma soprattutto farci agire immediatamente"."Noi europei - ha continuato l'esponente pentastellato - non possiamo chiudere di nuovo gli occhi di fronte a tutto ciò e soprattutto dobbiamo iniziare a consumare meno carne o eliminirla del tutto". "I rappresentanti degli indigeni oggi hanno portato la voce di popoli che sono i custodi ultimi di beni preziosi per tutta l'umanità, la biodiversità e le piante dell'Amazzonia. A loro dobbiamo dare tutto il nostro aiuto e sostegno, per fare smettere tutto ciò" ha concluso Mensio. 

Cinzia Gatti

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