Economia e lavoro - 21 ottobre 2019, 10:22

L'appello degli artigiani alla Regione: "Ripartire col dialogo per fermare l'emorragia degli ultimi dieci anni"

Felici (Confartigianato Piemonte): "Perse 19mila aziende dal 2008 e oltre 73mila posti di lavoro. Con la giunta Chiamparino si era interrotto ogni confronto"

L'appello degli artigiani alla Regione: "Ripartire col dialogo per fermare l'emorragia degli ultimi dieci anni"

Lotta alla burocrazia, fondi Europei da sfruttare al meglio, ma anche infrastrutture, accesso al credito, formazione e politiche del lavoro. Sembrano dei grandi classici, ma in realtà sono "dischi" ancora attuali nel mondo dell'artigianato piemontese. E corrispondono alle priorità che Confartigianato Piemonte ha voluto riassumere e mettere sul tavolo della nuova giunta regionale, guidata da Alberto Cirio e in carica ormai da 140 giorni.

"Nel rispetto dei ruoli - spiega Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte - vogliamo dare il nostro contributo al rilancio dell'economia della nostra regione. Dobbiamo riconoscere il ruolo dell'imprenditore artigiano". Da qui, dunque, il decalogo di proposte "per stabilire un processo concertativo che nel corso dell'ultima legislatura era stato bruscamente interrotto. La concertazione è un vero macrotema, in questo senso: prima ci si incontrava almeno una volta al mese, magari con una certa vivacità, ma c'era maggiore scambio".

"Chiediamo che si ricominci a parlarci, ma anche di rilanciare temi di accesso al credito o della modulazioni delle opportunità legate all'Europa. Così come le opere cantierabili - prosegue Felici -. Negli ultimi anni o ragionamenti sono stati molto più Torino-centrici e Confindustria-centrici". E invece: "Siamo in comparto importantissimo, che dal 2008 a oggi ha perso circa 19mila aziende e oltre 73mila posti di lavoro".

"La mia presenza oggi, ma fin dall'inizio del nostro insediamento è la dimostrazione plastica della nostra attenzione verso il settore - commenta Alberto Cirio, presidente della Regione -. Prendiamo decisioni che riguardano migliaia di aziende artigiane e sarebbe assurdo non concordare insieme i percorsi. In metodo, peraltro, che in Europa è assolutamente normale e quindi anche in questo metterò a frutto la mia esperienza".

Massimiliano Sciullo

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