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Eventi | 22 ottobre 2019, 07:17

Il sublime sinfonico di Brahms apre la stagione dell'Orchestra Filarmonica di Torino

Questa sera "It's time" al Conservatorio "Giuseppe Verdi", ore 21

Il sublime sinfonico di Brahms apre la stagione dell'Orchestra Filarmonica di Torino

Si apre questa sera al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Torino la nuova stagione concertistica dell'Orchestra Filarmonica di Torino, un viaggio sul filo del tempo teso a esplorare emozioni e vissuti comuni attraverso la grande musica classica.

“It's time”, il concerto inaugurale, sigla l’inizio di questo percorso: un racconto in musica diretto dal maestro Giampaolo Pretto, direttore musicale della OFT.

Due i brani in programma. 

La bella Melusina di Mendelssohn Bartholdy, che la considerava la più perfetta tra le sue ouvertures, fu composta nel 1833 e trae ispirazione dalla favola di Melusina, creatura fantastica che un giorno alla settimana abbandonava le sembianze umane di splendida fanciulla per trasformarsi in un serpente. L’atmosfera fiabesca percorre tutta la partitura restituendo all’ascolto suggestione ed armonia.

 

Ma è nell’esecuzione della Sinfonia n. 1 in do minore op. 68 di Johannes Brahms che si sublimano i sentimenti di “It's time”. Quando la compose, Brahms aveva poco più di quarant'anni e godeva già di una fama universale. Eppure gli mancava, appunto, una sinfonia nel repertorio, il genere strumentale più illustre.

Attraverso un percorso di studi e ripensamenti, dalla giovinezza alla maturità, la Sinfonia vede finalmente la luce nel 1876, anche se ancora a pochi giorni dalla prima si racconta che Brahms introdusse ancora alcune modifiche. Il risultato è un capolavoro che, pur ispirandosi a Beethoven, ha un timbro ineguagliabilmente, romantico, contrastato e figlio dello spirito del proprio tempo.

Il concerto di questa sera, così come ogni concerto della stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.

Manuela Marascio

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