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Attualità | 06 novembre 2019, 18:33

Cavallerizza Reale, verso la firma del protocollo per il recupero: domenica assemblea pubblica

Tra gli obblighi imposti agli occupanti per la firma del protocollo la costituzione di un comitato di scopo, così come la liberazione degli spazi prima dell’inizio dei lavori: resta il nodo dei fondi Mibac

Cavallerizza Reale, verso la firma del protocollo per il recupero: domenica assemblea pubblica

Procede il percorso che porterà alla firma del protocollo per il recupero della Cavallerizza Reale, che potrebbe già essere siglato lunedì. Oggi intorno all’ora di pranzo si è svolto un nuovo incontro in Prefettura a Torino, dove è stata illustrata all’Assemblea 14.45 la bozza del documento. Se al momento vige il riserbo sui contenuti dell’atto, dall’altro trapela comunque un cauto ottimismo dagli occupanti al termine della riunione.

“Ci hanno posto delle condizioni – hanno spiegato i membri dell’Assemblea – di cui discuteremo stasera. Domenica ci sarà un’assemblea cittadina aperta a tutti sul tema e lunedì sarà il grande giorno”.

Tra gli obblighi imposti agli occupanti per la firma del protocollo la costituzione di un comitato di scopo, così come la liberazione degli spazi prima dell’inizio dei lavori di riqualificazione.

Proprio quest’ultimo resta un fronte aperto. Ieri a Torino è arrivato il braccio destro del Ministro alla Cultura Dario Franceschini, il Segretario Generale Salvo Nastasi, perché il Mibac vuole fare chiarezza su come l’Amministrazione Appendino intende usare i 5 milioni di euro che è pronto a mettere in campo per il recupero della Cavallerizza Reale. L’assessore all’Urbanistica Antonino Iaria la scorsa settimana aveva spiegato come una prima tranche da un milione e 800 mila euro sarebbe stata utilizzata per la messa in sicurezza della Corte delle Guardie e per demolire le superfici all’interno del Maneggio Alfieriano. Parti della Cavallerizza che per il M5S devono essere destinate ad un uso civico, non privatizzato.

Proprio questo impiego “collettivo” a favore in primis degli occupanti, la cui ristrutturazione verrebbe finanziata con fondi statali, non convince il Mibac.

Cinzia Gatti

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