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Economia e lavoro | 08 novembre 2019, 19:38

Piemonte in frenata, dentro lo "stagno" dell'auto. Ma le famiglie tornano a mettere da parte i risparmi

Il primo semestre 2019 registra segnali di rallentamento rispetto all'anno precedente, soprattutto per le difficoltà dell'export in particolare fuori dall'Europa. Ma le aziende non hanno mai avuto tanta liquidità negli ultimi dieci anni. I privati intanto preferiscono le rate

Piemonte in frenata, dentro lo "stagno" dell'auto. Ma le famiglie tornano a mettere da parte i risparmi

"Siamo di fronte a un quadro di sostanziale stagnazione rispetto ai livelli comunque bassi della seconda parte dell'anno scorso e le previsioni sono che questo livello rimarrà stabile. Auto, metalmeccanica e tessile hanno sofferto la frenata della domanda estera, mentre sono andati meglio l'alimentare e l'orafo. Allo stesso modo, anche la domanda di credito è vicina allo zero, soprattutto tra le imprese, mentre aumentano i depositi, creando una buona liquidità". Anche Banca d'Italia, per voce di Luigi Capra, direttore della sede di Torino, conferma che il Piemonte fatica a muoversi. E resta debole, quasi fiacco.

Dunque, a recitare la parte del colpevole sembrano soprattutto le esportazioni, in particolare verso zone extra UE e la Cina su tutti, dove ha frenato l'acquisto di auto. "Hanno contribuito in maniera minore anche chimica, componenti e meccanica - spiega Roberto Cullino, responsabile ufficio studi - mentre l'orafo e l'agroalimentare aiutano a mantenere un equilibrio. Ma facciamo peggio della media italiana così come della vicina Lombardia".

Chi avrà stare meglio sono i servizi, con indicazioni moderatamente positivi. Anche se il commercio risente del deterioramento del clima di fiducia. "Un cenno a parte per le costruzioni - prosegue Cullino - che mostra finalmente un recupero, per quanto tenue, soprattutto tra la fine del 2018 e l'inizio del 2019. Ma si resta comunque sotto i livelli già bassi del 2012".

Tra i driver, la ripartenza delle compravendite e della spesa pubblica per gli investimenti. Nei primi nove mesi i pagamenti in questo senso hanno mostrato un impulso significativo.

Sul fronte occupazione cresce il lavoro dipendente insieme alle posizioni a tempo indeterminato (stabilizzando quelli a termine in scadenza nel 2017) mentre calano le assunzioni a termine.

Di conseguenza il tasso di disoccupazione è in discesa rispetto al primo semestre del 2018.

Il credito, come detto, mostra una crescita inferiore al 2018 a causa del calo dei finanziamenti alle imprese, mentre salgono quelli alle famiglie, addirittura del 3,2%.

È l'effetto della diminuzione della domanda da parte delle aziende stesse, che sono prudenti per gli investimenti, pur rimanendo buone le condizioni di credito. Addirittura in Piemonte si è arrivati al picco di liquidità da parte delle imprese nell'ultimo decennio.

Invece le famiglie vedono un maggior credito sia per i mutui che per il credito al consumo. Circa il 70% dei mutui è a tasso fisso, mentre le surroghe stanno diminuendo molto.

In generale, però, rispetto al passato la qualità del credito è decisamente migliorata andando addirittura al di sotto dei livelli pre crisi. "Qui l'indebitamento della parte economica ancora non si sente", commenta Cullino.

Tra le formule di risparmio, accanto alla crescita dei depositi, solo le obbligazioni bancarie sono in calo, mentre crescono i titoli, ma anche una certa scelta per la liquidità. In un certo senso, le persone preferiscono comprare a rate, mettendo da parte i propri soldi.

Massimiliano Sciullo

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