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Sanità | 09 novembre 2019, 10:51

Piacere e appagamento, tutto racchiuso in una zolletta di zucchero. I consigli di nutrigenomica di Simona Oberto

Lo zucchero crea dipendenza alla pari della nicotina, della cocaina e dell’alcol. Tutte sostanze in grado di avere un grande impatto sulle sfere cerebrali del piacere e dell’appagamento.

Piacere e appagamento, tutto racchiuso in una zolletta di zucchero. I consigli di nutrigenomica di Simona Oberto

Lucia inizia la sua giornata tutte le mattine intorno alle 6,30. Come al solito il risveglio non è facile, perché la notte fatica ad addormentarsi, senza contare le volte che si deve alzare per andare in bagno. Pipì, doccia, trucco, vestito…e finalmente si “rilassa”.  Si siede sulla scomoda sedia impagliata della cucina e si concede il suo primo “regalo zuccheroso” della giornata: la colazione. Mentre legge al volo la posta, appoggiata al piccolo tavolo rotondo, inzuppa qualche biscottino, di farina di frumento 00 con gocce di cioccolato e miele,  in una fumante tazza di latte e caffè, addolciti con ben due cucchiaini colmi di zucchero.

Esattamente sono 8  i minuti che dedica alla sua colazione. Otto minuti in cui il suo viso si dipinge di una espressione di compiacimento, che rivela  tutto il suo “incondizionato amore” per i dolci! Il tempo stringe. All’improvviso il suo pensiero va alla sua collega: il primo viso che vedrà, una volta aperta la porta dell’ufficio. Questa immagine le chiude lo stomaco e la sua espressione da “zuccherosa” diventa “acida”. Ma non è colpa sua! Del resto Giovanna è una persona indisponente e poco collaborativa e lei proprio non riesce ad andarci d’accordo! “Dai! Ancora un biscottino” si dice “un po’ di zucchero per cancellare questo brutto pensiero!” e poi,  accorgendosi di essere in ritardo, si getta a capofitto giù dalle scale, sbattendosi la porta d’ingresso alle spalle. Il tutto si svolge poi con la solita frenesia, che la trasporta nel giro di un’oretta davanti alla sua “odiata” scrivania. La mattinata procede nella solita routine.

Poi, verso le 10 il suo stomaco inizia a “brontolare” e le sale un certo languorino. Più che languorino è una vera e propria fame! Si sente completamente “vuota” e priva di energia. Vorrebbe tanto andare a prendersi un bel cappuccino con la brioche al bar di Mario, ma quel “secondo regalo zuccheroso” di solito se lo concede nel pomeriggio, dopo un’estenuante giornata lavorativa! “Accidenti” impreca mentalmente e con uno sguardo triste osserva il pacchetto di gallette di riso che fuoriescono dalla sua borsetta. Odia quelle gallette, le sembra di mangiare polistirolo. “Ma chi le ha inventate!” sussurra a fior di labbra. Il suo umore peggiora. Ma la fame incalza e il pacchetto di gallette di riso rimane la sua unica possibilità di alleviarla. Ma Lucia ha un bel carattere e non si dispera! No. Perché il suo pensiero è già andato al pranzo: un piatto di pasta di frumento 00 con ragù (tipologia sugo pronto industriale), macedonia con frutta sciroppata e caffè con dolcificante! Insomma, una apoteosi di zuccheri! Del resto, dovrà pur  bilanciare con qualcosa di buono quella pesante mattinata! E così, con un sorrisino tra le labbra, si rigetta a capofitto nei suoi calcoli, fingendo stoicamente di non sentire la voce fastidiosa della collega che rimbomba in tutto l’ufficio. Il tempo fatica a passare e i suoi nervi sono sempre più a fior di pelle.

Finalmente arrivano le 17.30: l’orario di uscita. Lucia si catapulta giù dalle scale, abbozzando un saluto a denti stretti e si rimette in macchina. Destinazione? Il supermercato sotto casa sua. Tutte le sere, prima di rientrare a casa ci fa un salto, per comprare qualcosa per la cena. Ma quella è solo una scusa per andare a fare due chiacchiere con Michela, la responsabile del reparto pasticceria e panetteria. Ma anche quella è solo una scusa! Perché il suo vero e unico intento è comprarsi un pezzo di pizza, un bombolone o qualche biscotto al cioccolato. Non importa chi sarà il prescelto! Quando il suo sguardo si posa su di loro, un senso di piacere assoluto la avvolge, le aumenta la salivazione e con lei anche una immensa soddisfazione. Del resto, la sua vita è una “emme”! Lavoro poco gratificante. Compagno praticamente assente (appassionato solo di calcio). Scarsa e deludente vita sessuale. Poche amiche. Molti uomini interessati solo a una cosa! Ma soprattutto un corpo che non rispecchia certo la sua età: 31 anni, poco tonico e in sovrappeso di almeno 9 - 10 kg. Insomma, le sembra che l’unica cosa che le regali veramente un po’ di pace e serenità siano i suoi amati dolci! Lo zucchero! Lei lo adora. Quando lo mangia i suoi centri cerebrali del piacere si accendono all’ennesima potenza. Lo sa che non è il massimo della vita. Ma non le importa! Anche perché ha già provato ad eliminarlo ma niente da fare. E’ più forte di lei. Non ci riesce! Ma il momento più critico per lei è la sera, quando rientra a casa: il bombolone non solo non le ha placato la fame ma gliel’ha stimolata. Mangerebbe anche le gambe del suo anonimo tavolinetto rotondo della cucina!

E lì, tra quelle quattro mura, inizia il suo vero “abbuffo”! Anche il suo compagno Michele è una buona forchetta! Anche lui è in sovrappeso. Ma lui è già in cura per gastrite cronica, diverticolite e ipertensione. E questo certo non l’aiuta! L’epilogo della giornata diventa quindi una cena molto abbondante, seguita da uno svenimento collettivo sul divano, a cui farà seguito inevitabilmente una notte insonne e un difficile risveglio mattutino. Sembra un racconto inventato. Ma purtroppo è la realtà che vede protagonisti milioni di persone, schiave della “droga” più subdola, mai inventata: lo zucchero! Del resto sono sempre più numerose le testimonianze di medici e scienziati indipendenti che spiegano in modo chiaro come tutti i cibi ed i prodotti industriali, anche quelli considerati salutari, contengano importanti quantità di zucchero. Lo zucchero è ovunque! E il suo eccesso è causa di sovrappeso, obesità, diabete e di quasi tutte le malattie cronico degenerative che stanno dilagando in modo impressionante in questi ultimi anni: cardiopatie, tumori, malattie degenerative del sistema nervoso come Alzheimer e Morbo di Parkinson, patologie autoimmuni che vanno dalla psoriasi alla fibromialgia, dalla sclerosi multipla alla colite ulcerosa e al Morbo di Crohn. Tutte patologie a eziopatogenesi disbiotica! Infatti l’eccesso di zucchero è il maggiore responsabile dello squilibrio del nostro Microbiota intestinale: i patogeni si nutrono di zucchero! La Nutrigenomica ci stà mettendo in guardia da questo “subdolo nemico” travestito da “amico fedele”. Oggi è risaputo che il fenotipo (il nostro stile di vita) incide sul nostro stato di salute molto più della nostra predisposizione genetica (genotipo).

E l’alimentazione in tutto ciò costituisce un fattore determinante. Ciò che mangiamo, determina modificazioni sostanziali nel nostro organismo, anche a livello dei nostri geni. In particolare, proprio l'abnorme consumo di zucchero, viene visto come una delle principali cause di infiammazione. Sto parlando di una infiammazione corporea “silente”, quasi sempre asintomatica nelle prime fasi. L’infiammazione silente è una infiammazione cronica di bassa entità che penetra nel circolo sanguigno e va a colpire aree differenti del nostro corpo, compreso il cervello! Un terreno infiammato è sempre un terreno fertile per ogni tipo di patologia e scompenso. Ma dietro a questo eccesso di zucchero si muove il marketing consumistico di questa nostra società dei consumi e degli abusi. C’è una vera e propria “industria dello zucchero”, che sta vedendo crescere i suoi “adepti”, negli ultimi 40 anni, in modo esponenziale. Lo zucchero crea dipendenza! Non abbiamo bisogno di prove scientifiche! Ce lo dimostrano ogni giorno milioni di persone, “schiave” di alimenti confezionati, bibite e snack, ricchi di zuccheri. Zuccheri a volte celati sotto nomi astrusi  come: lo “sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio”.

Questa miscela esplosiva, introdotta negli anni 70 in molte tipologie di cibi e bevande, ha contribuito alla crescita esponenziale di sovrappeso e obesità. Ma sotto accusa sono anche gli edulcoranti e i dolcificanti non naturali, sostanze di sintesi che nascono in laboratorio. Questi dolcificanti sono caratterizzati da un elevato potere edulcorante (da 30 a 500 volte quello dello zucchero comune) e dall'assenza di valore calorico. Ma oramai lo sapete. Quello che conta per la “salute cellulare” non sono tanto le calorie ma la qualità dei  nutrienti che esse ricevono. E la qualità io la associo alla naturalità e alla freschezza! Aspartame, acesulfame, saccarina, ciclammati e sucralosio ecc. non hanno nulla di naturale! Nemmeno il nome! In poche parole  gli scienziati ci stanno mettendo in guardia, sia dai dolcificanti artificiali che dallo zucchero raffinato, ecco l'amara verità! Anzi, ad essi hanno associato un vero e proprio effetto boomerang. Il loro consumo eccessivo porterebbe l'organismo a comportarsi come se non fosse mai sazio. In effetti questa tipologia di zucchero, contiene “calorie vuote”, prive di valore nutrizionale e di potere energetico. Con la conseguenza che la cellula, non ricevendo energia e nutrienti sufficienti, va in iponutrizione. La cellula ha “fame”. Il cervello chiede zucchero. E questo ci porta in un circolo vizioso, che nel tempo ci regala, non solo un evidente sovrappeso, come nel caso di Lucia ma anche patologie importanti come nel caso di Michele. Lo zucchero crea dipendenza alla pari della nicotina, della cocaina e dell’alcol. Tutte sostanze in grado di avere un grande impatto sulle sfere cerebrali del piacere e dell’appagamento.

Lui, cambia la percezione dei sapori, modifica il nostro senso del gusto e ci spinge a farne un uso sempre maggiore. Riflettiamo su questa realtà! Sotto accusa non sono la fetta di crostata di frutta fatta in casa, il gelato artigianale, il biscotto della nonna ma tutti quei prodotti, da forno e non, conservati e arricchiti non solo di additivi tossici ma anche di zuccheri non naturali in quantità smoderata. Rifuggiamo il ruolo di  “vittime inconsapevoli” di campagne di marketing che ci tolgono completamente la capacità di scegliere cosa mangiare.

Perché il cibo buono, inteso come nutrimento cellulare, è molto diverso da quello che viene subdolamente rivestito di “dolcezza”. Ricerchiamo la dolcezza nelle emozioni che ci riempiono il cuore: una carezza, un sorriso, una mano tesa, un abbraccio sincero, un bacio appassionato…tutto ciò deve diventare la nostra “droga”!

Simona Oberto cura il sito web www.cibocuranaturale.com e la pagina facebook "Il tuo coach alimentare".

Redazione

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