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Politica | 19 novembre 2019, 08:03

Rimborsopoli Regione Piemonte, la Cassazione assolve il leghista Molinari

Il parlamentare piemontese era stato condannato a 11 mesi. Appello bis, invece, per l'ex governatore della regione Roberto Cota

Rimborsopoli Regione Piemonte, la Cassazione assolve il leghista Molinari

Il capogruppo della Lega alla Camera, il piemontese Riccardo Molinari, è stato assolto in Cassazione al processo "Rimborsopoli" sui fondi della Regione Piemonte. In appello Molinari era stato condannato a 11 mesi.

Ci sarà invece un appello bis per l'ex governatore leghista del Piemonte Roberto Cota, la prima volta condannato a un anno e sette mesi, e per i parlamentari Paolo Tiramani della Lega (un anno e cinque mesi) e Augusta Montaruli di FdI (un anno e sette mesi). Per gli altri 21 imputati ci sarà un appello bis per prescrizioni e rideterminazione delle pene inflitte dalla Corte di Torino il 24 luglio 2018.

I supremi giudici della V sezione penale avrebbero confermato l'impianto accusatorio dell'appello, che aveva portato a da 15 a 25 le condanne rispetto al primo grado. Tanto che è stata confermata la condanna più alta a 4 anni e sei mesi inflitta a Michele Giovine per il quale l'appello bis dovrà solo rideterminare la condanna accessoria pari a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, e questo avverrà anche per altri imputati. Le accuse erano varie e vanno dal peculato all'illecito finanziamento ai partiti. Angelo Motta (Pdl), è stato condannato invece a due anni e due mesi.

La posizione di Molinari era la più "leggera": gli era stato contestato un peculato di nemmeno 1.200 euro. La stessa pg Pina Casella aveva chiesto la sua condanna solo per 600 euro che gli erano serviti per pagarsi sei notti d'albergo a Torino quando si erano protratti i lavori del Consiglio regionale.

“L'assoluzione di Molinari è stata accolta con grande soddisfazione da parte di tutto il gruppo dirigente della Lega. Una persona per bene che oggi, dopo la sentenza della Cassazione, può continuare a lavorare serenamente per il bene del Paese", commenta Alberto Preioni, capogruppo Lega Salvini in consiglio regionale del Piemonte. “Il terzo grado di giudizio ha finalmente ristabilito la verità. Il rimpianto è che ci siano voluti ben sette lunghi anni per riabilitare agli occhi dei cittadini piemontesi e non solo, un politico e amministratore della Lega con la schiena dritta, finito in questa bufera solo a causa delle storture del sistema giudiziario italiano. Massimo sostegno alla magistratura, ma servono dei correttivi, soprattutto per quanto riguarda le tempistiche infinite dei processi e la presunzione di innocenza”.

La Corte di Cassazione non ha invece accolto il ricorso di Angolino Mastrullo, uno degli ex consiglieri regionali del Piemonte imputato per il caso Rimborsopoli, che in occasione del processo d'appello aveva concordato un anno e sei mesi di reclusione. La procura generale di Torino, secondo quanto si apprende da fonti giudiziarie, per effetto della cosiddetta legge 'Spazzacorrotti', ora potrebbe essere chiamata a valutare se e come procedere per l'esecuzione della pena definitiva.

Mastrullo, infatti, ha una precedente condanna a otto mesi, risalente a una ventina di anni fa. L'udienza alla Consulta è in programma il 26 febbraio del 2020.

redazione

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