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Cultura e spettacoli | 21 novembre 2019, 08:40

Il Museo Lombroso compie dieci anni: teatro, un libro e apertura straordinaria gratuita

Dopo lo spettacolo di Sergio Ariotti su Lombroso e Tolstoj, mercoledì 27 novembre verrà presentato il libro illustrato di Stefano Bessoni. Ai bambini che visiteranno il museo sarà lasciato un omaggio

Foto tratta dal sito del Museo "Cesare Lombroso"

Foto tratta dal sito del Museo "Cesare Lombroso"

Era il 2009 quando, a cent'anni dalla morte del fondatore dell'antropologia criminale, venne allestito il Museo "Cesare Lombroso" dell'Università di Torino. Da allora le sale del Palazzo degli Istituti Anatomici in corso Massimo d'Azeglio - che racchiude anche il Museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando” - accolgono preziose collezioni di disegni, fotografie, corpi del reato, scritti e produzioni artigianali realizzate dagli internati nei manicomi e dai carcerati. Reperti che ancora oggi sollevano non poche questioni sulla teoria lombrosiana, rendendo alcune idee di gran lunga superate, ma conservandone altre sotto le diverse forme che il progresso scientifico ha plasmato nei secoli. 

Il nuovo allestimento, di fatto, realizzato durante un restauro di tre anni a partire dal 2006, vuole fornire al visitatore gli strumenti concettuali per comprendere come Lombroso sia arrivato a formulare la tesi dell’atavismo criminale, e quali furono gli errori di metodo che lo portarono a fondare una scienza poi risultata errata.

Per celebrare il primo decennale di attività, il Museo ha organizzato alcune iniziative aperte al pubblico, che culmineranno mercoledì 27 novembre nella presentazione del libro illustrato di Stefano Bessoni Lombroso (#logosedizioni). A partire dalle 18, nell'aula magna, l'autore incontrerà il pubblico in compagnia del direttore del Museo Silvano Montaldo. Alcuni brani del volume saranno letti dall'attore Massimo Pizzoglio.

"La storia di Lombroso - spiega l'autore - è la novella macabra di un uomo votato alla scienza, che collezionò teschi di pazzi e criminali e dissezionò cadaveri, alla disperata ricerca di quei caratteri primitivi che avrebbero dimostrato l’ineluttabilità dell’essere delinquente, un tema a cui si dedicò instancabilmente oscillando sul labile confine tra genio e follia". Una narrazione che comincia fantasiosamente dai ricordi conservati dalla testa del medico sotto formalina, costruendo così un ritratto personale di una figura ancora oggi molto controversa, ma che non smette di attirare l'attenzione.  

"Nel racconto e nelle illustrazioni - continua Bessoni -, ho cercato di trasmettere la fascinazione per il personaggio, ma criticandone le posizioni bigotte, razziste e intransigenti, che nel tempo sono diventate terreno fertile per tante discriminazioni, fornendo uno spunto di riflessione su una storia stupefacente e poco conosciuta ambientata in un’Italia neanche troppo lontana dai nostri giorni".

In occasione della presentazione del libro, il 27 il Museo resterà aperto gratuitamente fino alle ore 20. E a tutti i bambini presenti verrà lasciato un simpatico omaggio.

L'evento prosegue la rassegna di appuntamenti che ha già visto, la scorsa settimana, il debutto del nuovo spettacolo di Sergio Ariotti "L'incontro. Quando Tolstoj salvò Lombroso da sicuro annegamento", con Mauro Avogadro e Martino D'Amico. Partendo dallo spunto cronachistico della conoscenza tra i due personaggi, in occasione del Congresso medico internazionale che si tenne a Mosca nell'agosto 1897, Ariotti ha costruito un dialogo tra giganti (pubblicato quest'anno da Robin Edizioni), che, con abilissima maestria linguistica, apre un serrato confronto su grandi temi filosofici, morali ed esistenziali.

Da anni infatti, Lombroso desiderava quell’incontro, voleva confrontarsi con lo scrittore russo proprio nella nella sua tenuta di campagna di Jàsnaja Poljàna, prova vivente, secondo lui, della “psicosi epilettoide del genio”. Ma fu, a quanto pare, un faccia a faccia deludente: Tolstoj sul suo diario descrisse Lombroso come un “vecchietto ingenuo e limitato”, Lombroso sottolineò di “aver sciupato il fiato a vuoto”. Ciò che realmente si dissero i due, Ariotti ha così provato a immaginarlo, dando vita a un'operetta godibilissima, ricca di arguzie e sarcasmo. 

Gli eventi per il centenario del Museo si intrecciano infine a due esposizioni ancora in corso. La mostra fotografica "Face to face. Quando l'arte incontra il pregiudizio", di Davide Dutto, scatti di detenuti realizzati all'interno di un progetto nato nel 2015 con l'Associazione Sapori Reclusi, per focalizzare l’attenzione sul volto delle persone e il modo in cui le guardiamo. E "I 1000 volti di Lombroso", l'archivio fotografico del Museo allestito al Museo nazionale del Cinema e per la prima volta accessibile al pubblico. Entrambe le mostre sono visitabili fino al 6 gennaio.

Per maggiori informazioni: http://museolombroso.unito.it/index.php/it/ 

 

Manuela Marascio

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