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Cronaca | 03 dicembre 2019, 10:15

Vanchiglia, una parte dei residenti esasperata dalla malamovida: chiesti interventi urgenti

Teatro “Giulia di Barolo” gremito per l'incontro aperto con il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri e il direttore della Stampa Maurizio Molinari

Vanchiglia, una parte dei residenti esasperata dalla malamovida: chiesti interventi urgenti

Esasperazione mista a rabbia, ma anche qualche proposta: è questo il riassunto dell'incontro con il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri e il direttore della Stampa Maurizio Molinari, andato in scena ieri sera al teatro Giulia di Barolo per discutere le problematiche di Vanchiglia.

Il tema principale, come facilmente prevedibile, è stato quello della movida: diversi, infatti, sono stati gli interventi in questo senso tra esponenti dei comitati di quartiere, semplici residenti e consiglieri circoscrizionali: “Per noi - ha attaccato Mirella Berardino di Riprendiamoci Vanchiglia – parlano i filmati e i 286 alloggi in vendita attualmente presenti. Ci è stata rubata la vita e non possiamo più affidarci a uno stato e a una città latitanti”.

Sulla stessa lunghezza d'onda è stata anche la presidente della locale associazione commercianti  Clara Mellano, titolare di una farmacia: “Vanchiglia - ha aggiunto – non è solo sinonimo di movida, frutto delle scelte scellerate delle ultime amministrazioni, ma anche di eccellenze artigiane e memoria storica: tiriamole fuori e riprendiamoci il quartiere”.

Tra i presenti è intervenuta anche Lucia, che pochi mesi fa aveva organizzato alcune iniziative spontanee nell'area pedonale di Via Balbo in collaborazione con altri residenti e con il centro sociale Askatasuna: “Grazie alla creatività - ha dichiarato – ai balli, allo sport, alla tinteggiatura delle panchine e a una cena interculturale siamo riusciti a presidiare il territorio, speriamo che quel sogno possa continuare”.

Durissime, invece, alcune delle posizioni espresse dai consiglieri circoscrizionali, in particolar modo quelle di Ferdinando D'Apice (Moderati) e Patrizia Alessi (Fratelli d'Italia): “Vanchiglia – ha commentato il primo – è una zona franca dove viene permessa qualunque cosa: chi comanda la città dovrebbe assumersi le proprie responsabilità dando sicurezza ai cittadini”. “Provo rabbia - ha ammesso la seconda – perché sento le stesse cose da dieci anni ma nessuno fa qualcosa per uscirne fuori”. 

Più riflessiva Stefania Bessone (Movimento 5 Stelle): “La questione – ha proposto - andrebbe affrontata a livello nazionale, rivedendo le liberalizzazioni volute dal decreto Bersani. La situazione attuale era prevedibile, per questo occorre tornare a regole che stabiliscano criteri precisi per il commercio di zona”.

In chiusura, Molinari ha espresso la propria posizione a riguardo esprimendo solidarietà ai cittadini: “Quando qualcosa non funziona - ha spiegato  – è perché qualcuno si comporta a danno di qualcun altro: la scelta più efficace, in questi casi, è quella di presidiare il territorio, vivendolo e usandolo per dare spazio alla collettività con attività in grado di creare interazione”.

Marco Berton

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