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Economia e lavoro | 03 dicembre 2019, 16:27

Ex Embraco, la visita di Nosiglia: "Questi operai sono stati presi in giro, non è accettabile un fare impresa guardando solo al profitto" [FOTO e VIDEO]

L'arcivescovo ha incontrato i lavoratori di Riva di Chieri il giorno successivo alla visita di Chiara Appendino, mentre domani si terrà il vertice con la Regione. "Resistete, andate avanti. E governo e istituzioni facciano la loro parte"

Ex Embraco, la visita di Nosiglia: "Questi operai sono stati presi in giro, non è accettabile un fare impresa guardando solo al profitto" [FOTO e VIDEO]

"Resistete, andate avanti, state uniti. E vedrete che alla fine qualcosa di buono uscirà". Lunedì è stato il giorno di Chiara Appendino, domani sarà quello della Regione (appuntamento all'assessorato del Lavoro di via Magenta). Ma oggi è l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, a tenere accesi i riflettori sull'intera vicenda ex Embraco. E lo fa incontrando ai cancelli della fabbrica di Riva di Chieri i lavoratori che ormai da mesi vivono la situazione angosciante di una reindustrializzazione che non è mai partita, mentre la fine della cassa integrazione (luglio 2020) si avvicina.

L'alto prelato, alla presenza anche dei sindacalisti, richiama le parole che già Papa Francesco disse ai lavoratori nella loro visita a San Pietro. "Sembrava fosse una profezia avverata, invece a quanto pare le situazioni sono precipitate - prosegue Nosiglia -. Ma io continuo a credere che sia possibile una soluzione positiva. Dobbiamo fare squadra: istituzioni, sindacati, tutta la Chiesa, così come ogni soggetto che vede che c'è un'ingiustizia e una situazione che non si può accettare". "Si deve trovare una soluzione positiva. Io credo che si possa. Se quelli che hanno il potere in mano lo vogliono, sono convinto che lo si possa ottenere".

Ma quella di oggi, a Embraco, non è la prima "uscita" per l'arcivescovo a conforto di chi sta vivendo una situazione difficile a livello occupazionale e dunque personale. Di recente Nosiglia ha incontrato anche i lavoratori coinvolti in altre crisi come Mahle e Olisistem. "C'è sempre qualche imprenditore italiano, oppure straniero che per motivi strettamente economici e di profitto a un certo punto decide che non gli interessa nulla del capitale umano, degli operai, che è quello più importante - incalza l'alto prelato -. Dobbiamo farglielo capire, dobbiamo metterci tutti insieme e la forza della Chiesa può fare qualcosa di più e di meglio per suscitare una coscienza anche critica. E' una situazione che non si può approvare perché di mezzo ci sono persone, famiglie e giovani: c'è di mezzo un intero territorio, il Piemonte, che in questo momento soffre più del resto d'Italia. Sono situazioni drammatiche così come lo è quella dell'Ilva di Taranto, ma non sono i numeri degli operai che contano, quanto la logica di un profitto che vale più di tutto". L'affondo verso un certo modo di fare impresa è senza sconti: "Delocalizzano in altri Paesi dove gli operai sono pagati di meno o ci sono meno tasse, però quando sono venuti qui hanno preso sussidi e sostegni che hanno attuato per se stessi e ora se ne vanno. Ma questo non è giusto". 

Infine, una pacca sulla spalla degli ancora 409 lavoratori che aspettano una risposta e che hanno visto molti impegni, tante parole, promesse e nessun gesto concreto. "Questi operai sono stati presi in giro da queste ditte. Serve un intervento forte da parte del Governo e delle istituzioni, perché solo così si può dare una risposta appropriata a queste persone. Senza lavoro non c'è dignità. Ma chi non ha dignità sono queste imprese che si comportano così, mettendo al centro il profitto. Abbiamo fiducia, forza".

Massimiliano Sciullo

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