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Cronaca | 05 dicembre 2019, 18:02

29enne del Burkina Faso picchia i carabinieri al Palagiustizia in preda all'ira. ''Voglio vedere mio figlio''

Si è giustificato così, davanti al giudice Roberto Arata, l'uomo che martedì è stato arrestato per avere picchiato dei militari all'ingresso del tribunale

29enne del Burkina Faso picchia i carabinieri al Palagiustizia in preda all'ira. ''Voglio vedere mio figlio''

''Voglio vedere mio figlio''. Si è giustificato così, davanti al giudice Roberto Arata, un 29enne originario del Burkina Faso, che il 3 dicembre è stato arrestato per avere picchiato dei carabinieri, procurando loro delle lesioni non lievi, all'ingresso del Palazzo di Giustizia di Torino.

Il giovane intendeva entrare nella cittadella giudiziaria, anche se un tentativo precedente gli aveva procurato una diffida. Nel corso di una testimonianza, ha spiegato di essere in Italia dal 2011, di avere un permesso di soggiorno e di lavorare come addetto alle pulizie in una comunità ad Alpignano, ma che per qualche motivo i servizi sociali dicono che non può stare in Italia.

Per questo, gli sarebbe stato portato via il figlio, subito dopo la nascita. ''Se la legge è uguale per tutti, io che non ho ucciso nessuno deo sapere dove si trova il bambino. I carabinieri e la polizia sono la legge, quindi lo sanno'', ha detto. Più volte sia il giudice che l'avvocato d'ufficio, Aldo Albanese, hanno tentato di spiegargli che per risolvere la questione deve affidarsi a un legale e affidarsi a un procedimento.

''Lei - ha detto il giudice Arata - non può picchiare tutti quelli che incontra, non funziona così, l'unica cosa che ottiene è di finire in prigione''. Per approfondire il caso, l'udienza è stata aggiornata al 17 dicembre.

''Contatterò - ha detto l'avvocato Albanese - dei mediatori culturali e con il loro aiuto farò il possibile per chiarire, e magari risolvere, la situazione''.

m.d.m.

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