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Economia e lavoro | 06 dicembre 2019, 15:21

Il Piemonte che produce boccia la legge di bilancio 2020: "Solo tasse e mancanza di visione"

Il presidente di Confindustria, Ravanelli: "Imposte su plastica e zucchero senza intervenire su cuneo fiscale, costo del lavoro e infrastrutture"

Il Piemonte che produce boccia la legge di bilancio 2020: "Solo tasse e mancanza di visione"

"Solo nuove tasse e mancanza di visione economica". E' una pagella piuttosto severa quella che il mondo produttivo piemontese consegna nelle mani del Governo, alla luce del disegno di legge per quanto riguarda il Bilancio 2020. A farsene portavoce, il presidente di Confindustria Piemonte, Fabio Ravanelli: "Non solo plastic e sugar tax che produrrebbero effetti recessivi per le imprese di ampi settori economici e avrebbero ripercussioni sui prezzi al consumo e sui livelli occupazionali. L’attuale ddl non interviene sui grandi temi capaci di invertire una situazione di preoccupante stagnazione economica. A questo si aggiunge una deriva pericolosa: è in corso un tentativo di ampliare la sfera penale a questioni di natura economica, una criminalizzazione davvero ingiustificata che oltretutto non aiuta a combattere l’evasione fiscale, un fenomeno che Confindustria stigmatizza da sempre".

"Le imprese attendono piuttosto un cambio di marcia deciso sul cuneo fiscale e il costo del lavoro - prosegue Ravanelli - e un nuovo approccio alle infrastrutture, argomento che affrontiamo drammaticamente soltanto in occasione di eventi avversi e che invece dovrebbe essere prerequisito essenziale per la crescita del Paese”.

Ancora qualche settimana ed entro dicembre le Camere dovranno esprimersi sul testo di legge. Ma la criticità agli occhi delle imprese sono tante. Dall'aumento della tassazione "che va ad accentuare le distorsioni nel prelievo che già esistono" agli interventi in chiave antievasione "che sottraggono ulteriore liquidità alle imprese". Come detto, poi, nessun segnale di svolta sugli investimenti pubblici. "In questo scenario, oltre a evidenziare debolezze e contraddizioni, abbiamo posto all'attenzione di Governo e Parlamento l'urgenza di un piano di medio termine che non penalizzi l'unica vera risorsa Paese, ossia "i luoghi del lavoro", e che sia fondato su almeno tre pilastri: le infrastrutture, prevedendo, tra l'altro, un'accurata selezione dei progetti prioritari, così da garantire un utilizzo efficiente delle risorse disponibili anche a livello UE, l'inclusione dei giovani nel mondo del lavoro, ampliando gli attuali incentivi all'inserimento lavorativo dei giovani, in termini di sgravi contributivi sia sulle assunzioni a tempo indeterminato che sull’apprendistato e l'innovazione, rafforzando il Piano 4.0 e supportando anche gli investimenti sull'economia circolare e sull'efficienza energetica", concludono da via Vela.

Massimiliano Sciullo

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