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Eventi | 06 dicembre 2019, 09:35

A Torino tre giorni di dibattiti sul lesbismo: con la dedica alle attiviste delle Brigate Saffo

Seconda edizione di "Lesbicx" in via Baltea 3, dal titolo: "Non era previsto che sopravvivessimo". Dopo l'affissione di targhe commemorative per le attiviste lesbiche, il blitz della destra di Aliud

A Torino tre giorni di dibattiti sul lesbismo: con la dedica alle attiviste delle Brigate Saffo

Prende il via oggi, e proseguirà per tutto il weekend, la seconda edizione di Lesbicx, evento sul lesbismo e le discriminazione a esso legate organizzato dall'associazione Maurice GLBTQ, con il sostegno del Coordinamento Torino Pride e il patrocinio del Comune di Torino. Tre giorni di incontri in via Baltea 3 ricchi di culturali e politici, nel tentativo di affermare una soggettività lesbica non più normativa. 

Il lesbismo espresso da Lesbicx, infatti, accoglie tutte le soggettività che un tempo venivano considerate “non abbastanza lesbiche”, o comunque marginali, come le donne trans, quelle intersex, le persone non binarie, le migranti, le persone con disabilità, le grasse, con molta attenzione all'intersezione tra i diversi tipi di soprusi che i soggetti complessi possono subire nel nostro presente.

Dopo il successo della prima edizione a Bologna nel febbraio 2019, ora il capoluogo piemontese ne accoglie l'eredità, dando alla seconda il titolo di "Non era previsto che sopravvivessimo", citazione dalla poesia Litania per la sopravvivenza della poeta afroamericana e lesbica Audre Lorde.

La dedica dell'evento va al movimento delle Brigate Saffo, che a Torino, alla fine degli anni ’70, rivendicarono come collocazione politica il loro essere giovanissime operaie, in aperta contrapposizione a un certo femminismo borghese più "elitario". 

Ben due edizioni in un solo anno, che testimoniano evidentemente l'urgenza di ricondurre l'attenzione su tematiche spesso al di fuori del dibattito pubblico, specie dopo anni di lotte per il riconoscimento delle unioni civili e i diritti ancora oggi assenti delle famiglie LGBT+.

A riprova di questa necessità diffusa, il crowdfunding lanciato a supporto dell'evento ha raggiunto e superato l’obbiettivo, 2000 euro, ben prima della scadenza della campagna.

"La storia lesbica torinese è ricca di intuizioni Lesbicx - dichiara Roberta Padovano, storica militante del Maurice e padrona di casa della manifestazione -, a partire proprio dall'esperienza breve ma indimenticabile delle Brigate Saffo a cui dedichiamo questa edizione. Erano proletarie alcune con una storia familiare di migrazione interna, e già negli anni '70 avevano rotto lo stereotipo che vedeva le questioni LGBT+, quindi i diritti civili, scollegate dalla giustizia sociale. Le Brigate Saffo connettono il loro essere femministe, lesbiche, proletarie, in un modo che oggi definiamo intersezionale".

"Torino - aggiunge - è una città dove sono accadute e accadono cose importanti per il movimento LGBT+, ma è anche la città dove vive una comunità lesbica ricca e variegata. E il nostro Lesbicx è anche un evento di comunità, di quella che c'è e di quella che vogliamo contribuire a costruire, in cui si pratichi l'antirazzismo, vigilando al proprio interno innanzitutto, in cui si pratichi l'intersezionalità reale, ma anche l'internazionalismo".

Aprirà la tre giorni di eventi il cerchio di donne migranti e non venerdì 6 dicembre alle ore 16, per proseguire con il genius loci Margherita Giacobino che dialogherà con Denise Cappadonia a proposito della radicalità di Valerie Solanas. La serata prosegue alle 21, con l'appuntamento performativo di poesia lesbica curato da Paola Guazzo e Sonia Zammitti, e la proiezione, a seguire, di una selezione di cortometraggi da Some prefer cake, festival di cinema lesbico bolognese che è da anni un appuntamento nazionale.

La giornata di sabato 7 riparte dal focus sull'intersezione tra soggettività migranti e lesbiche, grazie al racconto della sua esperienza che ci regalerà Annable Sunday, seguito dal panel Monomodelli tossici, che intreccia ricerca e attivismo, e ha come obbiettivo quello di porsi e porci delle domande, anche sui rapporti tra femminismi ed ecologismo.

Nel pomeriggio, verranno affrontati altri due snodi: la presenza sempre maggiore di donne trans nelle fila della soggettività lesbica, con l'incontro ZTL – zona trans lesbica, e la costruzione di immaginari, operazione fondamentale per tutte le soggettività minoritarie, con il panel La fabbrica (lesbica?) dei sogni.

La serata di sabato, performance O, di Rachele Borghi, che parte dal testo Le Guerrigliere, di Monique Wittig, e a seguire ben due concerti, quello che unisce musica e cabaret delle Mélo-Coton, e quello del gruppo Fran e i pensieri molesti. A chiudere la serata, il dj set di Polina dj.

Domenica 8 sarà tutta dedicata alla discussione assembleare, che partirà alle 10 con i tavoli tematici, per continuare nel pomeriggio con l'assemblea plenaria che chiuderà i lavori. 

Per annunciare l'arrivo di Lesbicx, nella notte tra martedì 3 e mercoledì 4 dicembre, un gruppo di attiviste, capitanato da Roberta Padovano, ha affisso simbolicamente alcune targhe toponomastiche dedicate a femministe, lesbiche e trans che hanno lasciato il segno: via Marielle Franco, Corso Carla Lonzi, via Leslie Feinberg, via Hevrin Kahalaf.


"La toponomastica è molto importante – ha spiegato Padovano -, perché è anche su di essa che si costruisce l'immaginario della storia. E le nostre strade sono troppo piene di generali e condottieri, mentre la nostra storia, di tutte e di tutti, è fatta anche da donne che hanno aperto il cammino di liberazione per i diritti civili, per le arti, per il cinema, per la letteratura. È anche un modo di lottare contro un'epoca la cui tendenza imperante è essere senza memorie, antiche e recenti. Noi pensiamo che ci sia urgenza di lasciare tracce visibili, e questo atto la simboleggia".

Al gesto hanno risposto provocatoriamente gli attivisti Aliud - Destra Identitaria, sigla giovanile vicina a Fratelli d'Italia, rinominando le strade con personaggi di spicco nel panorama politico e culturale della destra, da Filippo Tommaso Marinetti a Pino Rauti. Un'azione che sembra non aver suscitato particolare clamore all'interno del Maurice, che porterà avanti Lesbicx come da programma. 

Il blitz di Aliud è stato così commentato su Facebook dall’assessore ai diritti del Comune di Torino Marco Giusta: "Che pena mi fa chi prova a copiare un progetto comunicativo per riproporre nomi che la collettività ha scelto di dimenticare. E ripropone, guarda caso, solo nomi maschili. Ricordano quei bambini che strillano per avere un po’ di attenzione. Cari figli del patriarcato, tornate nell’oblio a cui la storia vi ha consegnato".

Manuela Marascio

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