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Politica | 11 dicembre 2019, 17:22

«O si fanno meno utili e si investe o si abbassano le tariffe dei rifiuti»: polemica sui conti di Acea Pinerolese Industriale

Una lettera firmata anche da due ex assessori di Pinerolo riaccende i riflettori su una vecchia questione

«O si fanno meno utili e si investe o si abbassano le tariffe dei rifiuti»: polemica sui conti di Acea Pinerolese Industriale

«O la si smette di fare utili e ci si dedica ad investimenti che riducano drasticamente l’indifferenziata, o si abbassano le tariffe». A sollevare la questione degli utili di Acea Pinerolese Industriale (Api) stavolta sono due ex assessori del Comune di Pinerolo, assieme ad altri tre firmatari di una lettera che analizza le performance dell’azienda di proprietà dei Comuni del Pinerolese. Il tema è stato affrontato anche in Commissione comunale lunedì dal sindaco Luca Salvai.
Un piccolo chiarimento per inquadrare la questione. Acea Pinerolese Industriale si occupa di gestire i rifiuti e i servizi idrici, e da anni registra utili importanti. Questi, però, come precisano dall’azienda, sono frutto delle attività con l’acqua, mentre il settore dei rifiuti è in rosso.

Il problema che da anni fa discutere sindaci e associazioni è il fatto se sia giusto avere utili milionari da riversare nelle casse dei Comuni piuttosto che far pagare meno ai cittadini di Tari.

Nel 2018, per esempio, Api ha segnato un attivo di  2.585.240 euro ed è stato distribuiti 1.851.601 di dividendi.

I due ex assessori Cinque Stelle del Comune di Pinerolo, Manlio Leggieri e Ermanno Cerrano, assieme all’attivista pinerolese Giosuè Imprudente, l’ex consigliere comunale di Torre Pellice Emidio Torrelli e l’ex sindaco di San Secondo di Pinerolo Luciano Martinat, hanno diffuso qualche giorno fa una lettera dal titolo “Cantare la mezza messa” dove analizzano la situazione di Acea ed elogiano la reddittività, ma contestano l’eccesso di utili in relazione alla scarsa percentuale di raccolta differenziata e al costo delle bollette.

«Oggi la media di differenziata è del 59%, ma c’è da considerare che entro il 2020 si dovrebbe raggiungere la quota del 65% fissata dalla Regione Piemonte, pena le sanzioni previste – scrivono i cinque –. Oggi, parte del denaro che i contribuenti pagano per la raccolta dei rifiuti, se ancora non si fosse capito, viene “girato” ai sindaci sotto forma di utili d’impresa e utilizzato per tutt’altro! Perché davvero saremmo “cornuti e mazziati” se pagassimo una tariffa per i rifiuti che serve per alimentare le casse dei Comuni e in più ci si obbligasse a pagare qualche altro balzello per pagare le sanzioni alla Regione per le “inadempienze” dei nostri sindaci!».

Alle loro contestazioni ha risposto indirettamente il sindaco di Pinerolo Luca Salvai, nella commissione comunale di lunedì, dove ha sostenuto che la sua linea è abbassare gli utili: «Sono tre anni che in Consorzio affrontiamo il tema. L’unico modo per ridurli è chiedere di scontare voci di costo nel preventivo del piano finanziario, perché sull’acqua è impossibile abbassare gli utili». Quest’anno però Acea non ha fatto sconti in vista della rivoluzione che si profila sul fronte del calcolo della tariffa, sul modello previsto da Arera (si veda l’articolo collegato). Nella stessa Commissione, però, il capogruppo del Pd Luca Barbero ha sottolineato come sia facoltà dei sindaci rifiutare l’utile e lasciarlo in azienda per accantonamenti o investimenti per migliorare i servizi.

Marco Bertello

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