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Cronaca | 13 dicembre 2019, 16:20

Greta a Torino, ma la piazza dei Fridays for Future non si riempie. Gli attivisti: “Siamo gli artefici del cambiamento”

Critiche alla Regione e lodi al Comune di Torino, ma l'attivista svedese non scalda i cuori dei torinesi: la piazza non si riempie

Greta a Torino, ma la piazza dei Fridays for Future non si riempie. Gli attivisti: “Siamo gli artefici del cambiamento”

“Benvenuta nella città più inquinata d’Europa”. È con queste parole che i ragazzi di Fridays for Future hanno accolto Greta Thunberg in piazza Castello.

La presenza dell’attivista svedese, rigorosamente in cerata gialla, ha animato ulteriormente una protesta che va avanti ormai da cinquanta settimane ma non è bastata a riempire una piazza Castello rimasta mezza vuota. Uno spazio che solo qualche giorno prima, in occasione della manifestazione delle Sardine, era stato riempito da 35.000 persone circa. Tanti i possibili motivi di quello che alcuni definiscono "flop": lo sciopero dei mezzi pubblici, il maltempo del mattino e il poco preavviso con cui è stata organizzata la manifestazione.

I ragazzi, susseguitisi sul palco di piazza Castello, hanno fortemente criticato il Comune e soprattutto la Regione. “Questa è un’emergenza, Torino è sempre stata descritta come la città dell’auto, un mezzo che causa morte. Le persone stanno morendo” urlano i giovani torinesi. “La Regione ignora le nostre richieste. Non ha dichiarato l’emergenza ambientale, il Comune pur avendola dichiarato ha fatto troppo poco” è la posizione tenuta dai ragazzi di Greta.

La richiesta è chiara: uno sforzo maggiore, un cambiamento radicale delle abitudini e delle politiche: “Si incentivi il trasporto pubblico sostenibile”. I giovani che sognano, anzi credono fermamente di essere il cambiamento, si ritrovano in piazza Castello con la loro leader.

Greta non parla subito, lascia spazio ai ragazzi torinesi, a quelli che da 50 settimane consecutive animano la protesta. Il suo intervento arriva solo dopo circa un’ora di comizio, alle 15:30: Greta Thunberg ammette di essere rimasta colpita dalla portata della manifestazione di qualche settimana fa, della grande partecipazione. In una piazza a metà tra il silenzio e i mugugni a causa dei problemi di audio che hanno reso impossibile ascoltare il discorso della giovane ambientalista, la Thunberg si è rivolta ai torinesi: "Sono contenta di essere in questa bellissima città e sono colpita da come avete organizzato tutto in così poco tempo''.

''Un paio di mesi fa ho visto le foto dei cortei di Torino con le strade piene e mi hanno dato speranza, vedere così tante persone. Grazie a tutti. Sono sicura che vi impegnerete per il nostro futuro.
Dobbiamo continuare, non possiamo fermarci, non è un’opzione. Non è giusto che le nuove generazioni, i giovani debbano fare tutto questo. Il domani delle giovani generazioni non può essere dato per scontato, dipende da noi e dobbiamo lottare per questo futuro. In meno di tre settimane saremo in una nuova decade, importantissima: deciderà il nostro giro''.

''Cosa faremo nei prossimi 10 anni influenzerà le nostre vite, quelle dei nostri figli e dei nostri nipoti. 2020 è l’anno delle azione. L’anno in cui ci impegneremo perché taglino le emisissioni. Dobbiamo essere uniti".

Il presidio si è concluso con un minuto di silenzio per le vittime del cambiamento climatico e con la canzone per il clima e per la terra. "Un minuto di silenzio per chi è morto e soprattutto per chi morirà".

Da una piazza piena e molto giovane, si leva quindi un forte vento di speranza: “Dobbiamo fare qualcosa sempre, ogni giorno. Non serve fare qualche manifestazione solo ogni tanto. Come tutti i venerdì siamo qui a scioperare con il clima, alzando la voce contro gli artefici di questi cambiamenti. Ora gli artefici del cambiamento possiamo essere noi. Siamo la testimonianza che un altro mondo è possibile”.

Andrea Parisotto e Cinzia Gatti

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