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Viabilità e trasporti | 07 gennaio 2020, 18:55

In arrivo una pista ciclopedonale per “avvicinare” in sicurezza la frazione di Riva a Pinerolo

Il problema del collegamento è sul tavolo da tempo. In Consiglio comunale Martina (FI) si batteva per un marciapiede, mentre Manduca (Ssp) ha chiesto di garantire la sicurezza di chi va a ballare allo “Zero club” e torna in città a piedi

In arrivo una pista ciclopedonale per “avvicinare” in sicurezza la frazione di Riva a Pinerolo

Una pista ciclopedonale collegherà la frazione di Riva a Pinerolo. Sembra essere a un punto di svolta un problema annoso, di cui si è tornati a parlare di recente, a seguito di una mozione presentata dal consigliere comunale Pietro Manduca di Sinistra solidale Pinerolo.

Manduca mette in luce il problema del tratto di corso Torino che collega la discoteca “Zero club” di Riva di Pinerolo con il centro abitato. «È poco illuminato, non c’è una marciapiede o protezioni per i pedoni – spiega il consigliere –. Nonostante ciò ci sono ragazzi che si avventurano a piedi per tornare in città. È una situazione rischiosa che non possiamo trascurare». Anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca, legati a investimenti notturni. Per rimanere al Pinerolese, molti ricorderanno la tragica morte del giovane pancalierese Daniele Leontino, investito a Buriasco, mentre di notte usciva da una festa e camminava lungo la strada con degli amici.

Manduca propone di valutare l’introduzione di una navetta notturna, che colleghi i luoghi della “movida” pinerolese e attuare comunque misure che garantiscano il divertimento in sicurezza.

Ma il problema del collegamento in sicurezza tra Riva e Pinerolo parte da lontano: da diversi anni il consigliere comunale di Forza Italia Mauro Martina batte su questo tasto. Ora pare si sia arrivati a un punto di svolta: «Entro fine febbraio attendiamo che ci venga consegnato il progetto esecutivo di una pista ciclopedonale dai proprietari di un intervento edilizio – comunica l’assessore all’Urbanistica Giulia Proietti –. Dopodiché il Comune farà le opportune correzioni, poi si occuperà di realizzare i lavori, che verranno pagati con gli oneri di urbanizzazione dovuti per l’intervento». Non riscontra consenso invece l’idea di una navetta: «Una discoteca è un’attività privata e non ci piace molto aiutarla con risorse pubbliche» conclude Proietti.

Marco Bertello

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