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Attualità | 22 gennaio 2020, 17:22

Tav, con il nuovo presidente riparte l'Osservatorio. Foietta: "Costata più l'opposizione all'opera che il cantiere di Chiomonte"

Il ministro De Micheli ha scelto il prefetto di Torino. "Spero che, ora che c'è Palomba, torni al tavolo anche il Comune di Torino, che mi pare abbia superato la fase ideologica"

Tav, con il nuovo presidente riparte l'Osservatorio. Foietta: "Costata più l'opposizione all'opera che il cantiere di Chiomonte"

Ora c'è la lettera del Ministero dei Trasporti che propone la nomina del presidente dell'Osservatorio della Torino-Lione. A darne l'annuncio è Paolo Foietta, già presidente e oggi portavoce di un organismo che negli ultimi mesi era di fatto in pausa. Almeno dal mese di maggio 2019.

Lo fa al termine della prima riunione dell'Osservatorio della nuova era, con circa 85 persone presenti all'hotel NH Santo Stefano, compresi i sindaci di Giaglione e Salbeltrand (considerati sulla carta come fortemente No TAV). "Siamo finalmente usciti del limbo - dice Foietta - La procedura governativa per la nomina del nuovo presidente dell'osservatorio è partita e la ministra De Micheli ha scelto il prefetto di Torino, Claudio Palomba".

"Dopo un lungo periodo di autoconvocazione - prosegue -  finalmente si torna ad avere, oltre ai sindaci, anche RFI e Telt seduti intorno al tavolo". Una scelta, anche sulla persona e sul ruolo di chi andrà a occupare la poltrona più alta dell'Osservatorio, che potrebbe smuovere posizioni ormai consolidate, come quelle del Comune di Torino.

"Spero che la presenza del prefetto di Torino possa convincere chi se n'è andato dal tavolo per motivi strettamente ideologici a tornare e l'amministrazione di Torino mi pare stia superando la fase ideologica. D'altra parte, l'osservatorio non vuole convincere chi ha idee diverse e non decide qualcosa che è già stato sancito in Parlamento, ma è utile per capire insieme come dare applicazione e come recuperare il ritardi accumulati per Toninelli, che ha sciolto anche l'intera struttura operativa e non solo. Addirittura i mobili sono stati portati via e parte degli archivi mandato al macero".

 

"Ci sono ingenti risorse ferme a Roma, che attendono di essere spese. E per fortuna copia degli archivi li abbiamo salvati in digitale, grazie agli hard disk. La prima cosa che chiederei al ministro, se fossi alla guida dell'Osservatorio, sarebbe quella di sbloccare i primi 30 milioni per far ripatire i lavori".

Il futuro dell'opera sarà di sostanziale "riavvio" dopo la pausa: "Il 2020 passerà tra gare d'appalto e affidamento dei lavori. I cantieri partiranno nel 2021. Scavi finiti nel 2026 - conclude Foietta - per entrare in funzione nel 2030".

Resta però irrisolto il nodo di chi, la Torino-Lione, proprio non la vuole. "L'opposizione dei No TAV è stata molto più forte in passato, rispetto a oggi. E peraltro la maggior parte degli scavi sarà in Francia. Il problema non sono i no Tav, ma recuperare il tempo perduto limitando al massimo l'impatto sul territorio".

Facendo due calcoli, "L'opposizione ai lavori è costata più dei lavori in sé: se ci mettiamo anche gli stipendi di forze dell'ordine e soldati, si va a pari, se non si superano, i milioni del costo del cantiere di Chiomonte. Noi? Come osservatorio costavamo 100mila euro all'anno, poco più di un chiosco. Io? Come privato cittadino e presidente della Conferenza intergovernativa, continuerò a partecipare alle riunioni e darò l'aiuto che potrò dare".

L'Assessore ai Trasporti della Regione Marco Gabusi è intervenuto sulla riunione dell'Osservatorio Tav a cui ha partecipato: "La Regione parteciperà all’Osservatorio in maniera attiva e rispettosa del territorio. Se sapremo cogliere le opportunità che si sviluppano per i territori con la realizzazione della Torino Lione, restituiremo al Piemonte un servizio importante. La Regione si mette a disposizione in tutte le sue componenti e sfaccettature per dare supporto a questo indispensabile strumento".

Molto polemico, invece, il commento di Francesca Frediani, capogruppo M5S Piemonte: "Foietta si rassegni,  il TAV non è più una sua competenza e la convocazione dell’Osservatorio di oggi è del tutto illegittima. L’ex commissario si ostina ad interessarsi ad una questione su cui non dovrebbe mettere più becco e si permette di scavalcare le istituzioni e fare proclami. L’Osservatorio sul Tav è ormai inutile, non ha più ragion d’essere ed andrebbe soppresso al più presto".

Massimiliano Sciullo

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