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Nuove Note | 01 febbraio 2020, 21:51

Francesco Pecs: nella mia musica racconto la quotidianità racchiusa nelle piccole cose

Al momento sta lavorando ad un nuovo disco nat dall'intesa con la etichetta Nufabric.

Francesco Pecs: nella mia musica racconto la quotidianità racchiusa nelle piccole cose

Francesco Pecs è un cantautore, autore e rapper di Ancona che vive da ormai 3 anni a Torino. Egli definisce la sua scrittura agrodolce grazie all’uso dell’ironia e per l’attenzione verso le sfaccettature della quotidianità. Ha già pubblicato due singoli in maniera indipendente: Le gambe di Letizia e Mandarini, ottenendo un riscontro positivo di pubblico. Nello 2018 si è classificato secondo al Premio Ciampi di Livorno,mentre nel 2019 vince una borsa di studio presso il CET di Mogol dove consegue il diploma d’autore. Al momento sta lavorando ad un nuovo disco nat dall'intesa con la etichetta Nufabric.

Qual è il mio ricordo in musica di Francesco Pecs?
La finale del concorso Mangiadischi 2018, era un periodo gonfio di pensieri negativi che mi facevano sentire inadatto alle cose a cui più tengo, musica in primis. Poi salgo sul palco, accompagnato dalla band e do tutto. Libero e sereno ne esce un gran bel live. È un ricordo che utilizzo tutt’ora come promemoria al non limitarmi. Ne approfitto per citare i ragazzi che fanno parte del mio complesso: Gabriele Gelo al piano, Francesco Candelieri alla batteria, Davide Ballanti alla chitarra e Daniele Marconi al basso. Sono fortunato ad averli con me.

 

Ti definisci un cantautore, autore e rapper. Come bilanci queste tre caratteristiche nella tua musica?
La parte autoriale ha iniziato ad interessarmi di recente, poco prima tra l'altro del corso autori fatto al Cet di Mogol, mi affascina scrivere per altri perché ho modo di mettermi nei panni di chi canterà il brano. È una sfida molto appassionante. Bilanciare rap e cantautorato può sembrare strano, ma è stato un risvolto che ha preso la mia produzione in maniera molto naturale: nasco e rimango cantautore ma amo molto il rap ed il modo rivoluzionario in cui utilizza il linguaggio. Ad un certo punto mi sono ritrovato quasi involontariamente  a mischiare le cose, dal punto di vista linguistico in primis, ma anche nella scelta degli accordi e delle ritmiche. Inoltre amo tutto il mondo del freestyle che seguo e pratico, anche se meno rispetto agli anni passati.

 

Racconti la quotidianità, ma quale aspetto prediligi?
Per quotidianità intendo due cose: argomenti e registro linguistico.

Mi piace dare rilievo nelle canzoni ai piccoli momenti di una relazione o di una giornata. Descrivere questi piccoli particolari per dare voce a un concetto generale, (questo almeno è l'intento, utilizzando lo stesso linguaggio che uso nel quotidiano.

 

Pro e contro dell’autoproduzione?

I miei primi lavori sono stati autoprodotti, il vantaggio è che vi è più naturalezza nell'approccio al lavoro e più autonomia. Ora, con la decisione di aggiungere un aspetto di produzione, devo interagire con più attori e quindi inevitabilmente c'è la sintesi di più parti da mettere sulla stessa linea. Non è facile, ma spero porti ad un risultato più professionale e curato.

 

Stai lavorando al tuo disco, ci puoi anticipare qualcosa?
È un disco che sta nascendo dall'intesa con la etichetta Nufabric, una splendida realtà indipendente marchigiana, verso la cui ho molta gratitudine per la pazienza e il rispetto con cui mi stanno trattando. È un progetto molto diverso rispetto ai singoli usciti fino ad ora, sarà molto più presente la parte rap e soul che ha caratterizzato le mie ultime cose, assieme ovviamente ad alcune care vecchie ballate che non possono mancare mai e da un pezzo punk.

 

Raccontaci la tua esperienza presso la Scuola di Mogol.

L'esperienza al CET è stata molto intensa ed interessante, in primis per le relazioni createsi: ho conosciuto tanti ragazzi e ragazze con la mia stessa passione e mi sono sentito a casa grazie a loro. Ovviamente anche le lezioni sono molto significative e con insegnanti di altissimo livello professionale che ci hanno messo alla prova per tutta la durata del corso con esercizi ed impulsi che mi hanno arricchito enormemente. Il contesto, nel caso a qualche lettore possa interessare, è quello di una enorme struttura nel cuore della campagna umbra ove per tre sessioni da una settimana si vive, si suona e si studia. I partecipanti sono divisi in tre corsi: interpreti, compositori ed autori. Io ho avuto, grazie ad un bando della Regione Marche, la possibilità di partecipare al corso da autore.

 

La tua Torino musicale e non.
La mia Torino musicale è quell'insieme di posti o situazioni dove mi sono più sentito a casa. Non posso non citare i ragazzi del “Concertino dal balconcino”, Daria e Maksim, per la loro attività splendida. Ho avuto il piacere di partecipare con le mie canzoni, loro hanno anche passato incomprensibili guai legali, a loro mando nuovamente la mia solidarietà attraverso le vostre pagine. Il progetto “Suonacele”, un open mic dove sono stato molto benvoluto e dove ho conosciuto persone fantastiche e colleghi in gamba ed in ultimo la cara Santa Giulia. Non tanto per la piazza (bellissima) ma perché appena arrivato a Torino, nel 2017, mi sono subito immerso nel mondo del freestyle underground che ogni venerdì li si faceva (e ogni tanto ancora si fa) grazie all'impegno della MPC family, una grande crew di qua, piena di talenti e gran belle persone.

 

News, live in programma, aggiornamenti.
Per vari motivi riprenderò l'attività live in primavera ed invito quindi i lettori, se hanno piacere, a cercarmi su Instagram o su Facebook per ritrovarci il prima possibile per fare un po' di musica. Ciao!

 

Federica Monello

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