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Nuove Note | 09 febbraio 2020, 06:00

I Belli da Vedere: fare musica significa evasione, espressione e condivisione

Al momento stanno sperimentando nuove canzoni, nuovi suoni e nuove parole.

I Belli da Vedere:  fare musica significa evasione, espressione e condivisione

Il progetto “I Belli da Vedere” nasce nella primavera del 2018 suonando cover dei cantautori di nuova generazione. Mattia alla chitarra, Riccardo alla voce e tastiere, Gianluca alla voce e percussioni e Alessio al basso e alla chitarra sono  metalmeccanici di professione e musicisti per vocazione. Dopo un inizio convincente si sono messi in proprio e hanno scritto e prodotto le loro prime otto canzoni raccolte nell’album d’esordio “I Belli da Vedere Non Si Sciolgono Ancora”, pubblicato nell’aprile del 2019. Al momento stanno sperimentando nuove canzoni, nuovi suoni e nuove parole.

Come vi siete formati e come siete passati dalle cover ai pezzi inediti?

Ci siamo formati per una serie di coincidenze. Il tutto è partito da un bel cantautore che ci piaceva e ci piace un sacco, Brunori Sas. Siamo amici di lunga data tutti e quattro e Brunori ci ha dato un buon motivo per essere amici e fare musica insieme. Dopo un’estate di concertini a base di cover ci siamo convinti che era troppo bello suonare assieme. Così ci siamo ritrovati, quasi senza rendercene conto, pieni di entusiasmo e di pezzi nostri, originali.

 

Come nasce un vostro pezzo?

Tutti quanti scriviamo. Mattia, (chitarra) e Riccardo (voce e tastiere) formano un tandem vincente, vedi il duo Lennon-McCartney, e sono davvero prolifici. Gianluca (voce e percussioni) inventa capriole che, tutti insieme, cerchiamo di tradurre in canzoni. Alessio (chitarre e basso) funge da consulente e quando scrive, generalmente, lo fa solo. Una volta scritto il pezzo, l’autore lo sottopone agli altri e si fa l’arrangiamento tutti insieme. La nostra è una democrazia musicale che per ora non ha ancora subito golpe.

 

Definite il vostro sound un mix tra il pop italiano dei giorni nostri, cantautorato anni Settanta e folk americano. Come si amalgamano queste diverse anime musicali?

Questa è una domanda interessantissima a cui non sappiamo rispondere. Siamo in stretta comunicazione con la più antica forma di creazione artistica, che ha come radice l’ignoranza. La storia del calabrone che non potrebbe volare ma, ignorandolo, vola ugualmente. Scherzi a parte, ognuno ha gusti musicali diversi, ognuno porta un suo contributo. Nessuno si è mai prodigato troppo nel cercare una collocazione più o meno verosimile all’interno del panorama musicale. Se proprio vogliamo essere precisi ci sentiamo vittime di uno spontaneismo che, ahinoi, non ci farà fare molta strada.

 

Cosa è la musica per I Belli da Vedere?

Per i Belli da Vedere fare musica significa tre cose: evasione, espressione e condivisione. Siamo quattro ragazzi della provincia di Torino, quattro operai metalmeccanici che si sono svestiti del cliché dei machi “duri e puri” e hanno scelto di essere romanticamente atipici. Il miglior modo per raccontarlo, anzi, l’unico che conosciamo, è la musica: ignorante e sgangherata, a tratti, ma per quanto ci hanno detto, comunicativa. Ci piace pensare che, condividendo la nostra musica, qualcuno possa riconoscersi, come in una vecchia foto della scuola di cui ci si era dimenticati e dire “È vero, è così! Come ho fatto a dimenticarmene?”

 

Raccontateci del vostro album d’esordio “I Belli da Vedere Non Si Sciolgono Ancora”.

È un disco bellissimo (). Bellissimo ma soprattutto onesto. Zero “trucchi magici”, musica fatta “a mano”, artigianale, parole vere e sentite, mai sprecate. Ci piacerebbe mantenere questo trend, anche migliorare e trovare nuove soluzioni, nuove idee senza mai ingannare chi ci ascolta. Sono otto pezzi, molti d’amore: amori finiti, impossibili, quelli interessanti, insomma, che ci piacciono proprio perché ci fanno soffrire come bestie. Gli altri sono intrisi del profumo che più ci piace: quello della libertà.  

 

State lavorando a nuovi brani per un nuovo disco?

Siamo sempre al lavoro. Però non c’è nulla di ufficiale, ancora. Stiamo giocando con nuove canzoni, sperimentando nuovi suoni, nuove parole, alla continua ricerca di nuove ragazze che possano farci soffrire abbastanza da scrivere canzoni

 

La vostra Torino musicale e non.

Ci siamo affacciati da poco su Torino. Il panorama è vasto e, osservato dalla provincia, dà le vertigini. Ci piace fare busker, quello spesso e volentieri. Per il resto la viviamo quasi da turisti. Ci piace, ogni tanto ci morde ma torniamo sempre ad accarezzarla, con quel misto di emozione e devozione che si deve a una città tanto affascinante e misteriosa.

 

News, live in programma, appuntamenti.

Per ora non ci sono live, eccezion fatta per il concerto a Casa Fools, Teatro Vanchiglia il 7 febbraio. Tantissime news di cui, però, non possiamo ancora parlare. Per rimanere aggiornati, ad ogni modo, ci sono le pagine Instagram e Facebook de I Belli da Vedere, sulle quali siamo, oltre che molto belli e fotogenici, molto attivi!

 

https://www.facebook.com/Ibellidavedere/ 

Federica Monello

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