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Cronaca | 13 febbraio 2020, 15:42

Tra siringhe, rifiuti e abbandono: quale futuro per la ciclabile Baden-Powell?

La pista che corre dietro all'ospedale Amedeo di Savoia, chiusa da diverso tempo, si è trasformata in rifugio per tossicodipendenti. Comune, Circoscrizione 4 e comitati spontanei insieme per il rilancio

Tra siringhe, rifiuti e abbandono: quale futuro per la ciclabile Baden-Powell?

Tempo di progetti per la pista ciclabile Baden Powell, chiusa ormai da diverso tempo: il percorso, che costeggia la Dora Riparia dietro all'ospedale Amedeo Di Savoia unendo Corso Svizzera a Corso Umbria, si è infatti trasformato in rifugio per tossicodipendenti, che approfittano dello stato di abbandono per consumare sostanze stupefacenti, lasciando un tappeto di siringhe usate e rifiuti.

Nel corso di un sopralluogo andato in scena lunedì, Comune, Circoscrizione, Amiat e membri del Coordinamento Comitati Spontanei (TorinoBcps, Parella Sud-Ovest, Vivibilità Area Paracchi e San Donato-Martinetto, ndr) hanno discusso delle problematiche che riguardano l'area: “Il vero problema - dichiara il presidente della quattro Claudio Cerrato – riguarda la mancanza di una narcosala sanitaria, vicina al Drop-In, pulita, igienizzata e dotata di contenitori per lo smaltimento di rifiuti biologici. La pulizia va fatta ma la semplice installazione di telecamere non farebbe altro che spostare il problema da qualche altra parte”.

Il confronto ha portato alla pianificazione di una prima serie di interventi, che prevedono una pulizia accurata da parte di Amiat, il taglio di una siepe per eliminare la presenza di zone nascoste e potenzialmente ideali per il consumo delle sostanze, la verifica dell'impianto di illuminazione e l'avvio di un confronto partecipato che coinvolga le varie organizzazioni del territorio tra cui lo stesso ospedale Amedeo di Savoia.

Marco Berton

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