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Economia e lavoro | 14 febbraio 2020, 14:55

Anche Nosiglia al presidio di piazza Castello per "48 ore contro la crisi": "Stupito dal silenzio imbarazzato di tanti, su queste situazioni" [FOTO]

Nuova dimostrazione di vicinanza dell'arcivescovo di Torino ai lavoratori coinvolti nelle vertenze: "Era mio dovere una presenza anche fisica dove si lotta per i posti di lavoro, ma anche il rilancio del territorio"

Anche Nosiglia al presidio di piazza Castello per "48 ore contro la crisi": "Stupito dal silenzio imbarazzato di tanti, su queste situazioni" [FOTO]

Non era previsto, ma non si può dire che sia stato un arrivo sorprendete. Nella seconda giornata delle "48 ore contro la crisi" che sta vedendo Fim, Fiom e Uilm in presidio in piazza Castello (a partire da giovedì mattina) è arrivato anche l'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia a portare la propria solidarietà e vicinanza ai tanti lavoratori coinvolti nelle vertenze che caratterizzano le imprese del nostro territorio.

Ospite fuori programma, ma non certo "a sorpresa", visto che più di una volta l'alto prelato ha mostrato concretamente la sua vicinanza e la sua solidarietà su questi temi: dalle visite ai cancelli delle fabbriche in lotta alle sante Messe, officiate per le Feste Natalizie. E poi gli appelli a politici, istituzioni e banche e molto altro ancora. 

"Sono presente qui con voi cari amici per portare il mio saluto caldo e affettuoso e quello dell’intera Chiesa di Torino. E ci sono di persona. Perché sento, come vescovo, il dovere di una presenza anche fisica dove ci si ritrova non solo per la difesa di posti di lavoro ma per un obiettivo più grande, il rilancio del nostro territorio", ha esordito Nosiglia. "Un territorio che subisce ormai da anni una emergenza che sta fiaccando le nostre vite e ci spinge verso un declino non solo economico, ma sociale e culturale".

"Sono qui di persona - ha sottolineato l'arcivescovo - come di persona sono andato davanti alle fabbriche dove sono esplose situazioni gravi di crisi. Le difficoltà del mondo del lavoro sono le difficoltà e le angosce di tutta la società torinese e piemontese. Vi confesso che a volte rimango stupito dall’indifferenza, dal silenzio imbarazzato di tanti a fronte di gravi situazioni di crisi occupazionale. Sono stupito e preoccupato perché rimango profondamente convinto che il lavoro sta alla base della dignità di ogni uomo e di ogni donna. Bisogna essere aperti e pronti al cambiamento: ma questo non significa rinunciare a vivere le condizioni di lavoro con quella umanità, quella dignità che è propria di ogni persona e di ogni cittadino".

Intanto compie passi avanti il Tavolo per il Lavoro, stimolato proprio da Nosiglia alla fine del 2019. "Non è soltanto un modo, per la Chiesa torinese, di essere presente e far sentire la propria voce. Le parti in causa devono incontrarsi e ragionare insieme, ciascuno con le proprie competenze, ciascuno con le proprie responsabilità. Siamo partiti ai primi di febbraio, con l’avvio della Cabina di regia. Vogliamo costruire una panoramica che ci aiuti a capire dov’è che possiamo spendere al meglio le nostre risorse per il futuro".

Critiche le posizioni dei segretari dei tre sindacati torinesi di Fim, Fiom e Uilm, Davide Provenzano, Edi Lazzi e Luigi Paone. "Ci fa molto piacere la presenza dell'arcivescovo Nosiglia qui con noi - hanno detto -, una decisione che ancora una volta conferma la sua vicinanza e la sua solidarietà. Non sono invece qui le istituzioni, mentre ieri erano tutte però presenti all'incontro con Salvini. La loro preoccupazione - è stata la provocazione facendo riferimento a una polemica emersa recentemente in ambito regionale - è piuttosto aumentarsi gli stipendi".

Poco dopo, però, al presidio si è presentato il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, portando a sua volta la vicinanza e la solidarietà ai lavoratori in piazza. Già in passato l'ex parlamentare si era impegnato confrontandosi con gli operai, come nel caso di Embraco a Riva di Chieri e non solo. "Il 4 marzo ci sarà un tavolo, sarà l'occasione per mettere insieme le idee - ha detto Cirio, intervenendo dal palco di piazza Castello - Abbiamo anche risorse economiche per fortuna, non molte ma ci sono".

E ancora: "Embraco fa il paio con il caso della Mahle. Il peso di questa situazione lo sentiamo, sappiamo di dover fare qualcosa subito, più di quello che è stato fatto in passato". Sui fondi che Torino attende da Roma per l'area di crisi complessa, "abbiamo scritto insieme ad Appendino una lettera a Conte ribadendo che è urgente che vengano stanziate le risorse (circa 100 milioni, ndr). Con il lavoro delle persone non si scherza".

Edi Lazzi, segretario della Fiom-Cgil di Torino, ha così commentato l'intervento di Cirio all'iniziativa organizzata da Fim Fiom Uilm: "Apprezzo che il Governatore sia finalmente passato al presidio, tuttavia i problemi dei lavoratori non si risolvono  con un comizio, ma parlando e individuando insieme azioni concrete da mettere in pratica".

Cinzia Gatti e Massimiliano Sciullo

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