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Eventi | 25 febbraio 2020, 14:42

“Con la magia ho portato negli USA i gianduiotti”: l’Incantastorie di Torino sbanca oltreoceano

Stefano Cavanna si è aggiudicato il primo premio all’ultima edizione dello Screaming Goat Competition in South Carolina. Nel suo numero, il racconto del bisnonno durante la prima guerra mondiale e una canzone di Gipo Farassino

“Con la magia ho portato negli USA i gianduiotti”: l’Incantastorie di Torino sbanca oltreoceano

Non è semplice magia né narrazione fine a se stessa. Ci sono immagini mentali ed evocazioni, c’è la stimolazione multisensoriale e il coinvolgimento diretto del pubblico. Ma, soprattutto, c’è una solidissima formazione attoriale unita a un talento innato per lo scavo nelle storie e nelle tradizioni più antiche: tutti elementi capaci di rendere un numero imprevedibile e sorprendente, stupendo lo spettatore in grande stile.

È questo che ha permesso al torinese Stefano Cavanna, nome d’arte L’incantastorie, membro della British Society of Mystery Entertainers e di Bizarre Magick Italia, di aggiudicarsi, a fine gennaio, il primo premio all’ultima edizione della gara statunitense Screaming Goat Competition, in South Carolina, durante la East Coast Spirit Session 6, un raduno per appassionati di bizarre e storytelling magic. In termini più semplici, spettacoli di magia in chiave horror, dove la suspence e l’inquietudine regnano sovrani.

Formatosi negli anni a Las Vegas con alcuni tra i migliori maghi al mondo, e poi in Inghilterra affinando l’arte dello storytelling, Stefano ottiene così un nuovo, prestigioso riconoscimento, dopo aver vinto la Hex Factor nel 2018, analoga competizione inglese del Doomsday. Anche per merito di uno speciale tocco sabaudo che ha fatto breccia nell’animo dei giurati.

Ho raccontato una storia legata al mio bisnonno durante la prima guerra mondiale – spiega, parlando del numero ideato con Vince Wilson, a fortissima vocazione teatrale –, per introdurre un complicato esperimento di trasmissione del pensiero, che ha visto coinvolte sei persone dal pubblico. Era necessario creare la giusta atmosfera, perché tre immagini di Torino venissero trasmesse da tre spettatori e ricevute da altri tre. Ho cantato ‘Montagne del me' Piemont’ di Gipo Farassino e utilizzato delle cartoline di Torino. Poi, quando l'esperimento è riuscito, lasciando tutti a bocca aperta, ho regalato a ciascuno dei partecipanti dei gianduiotti”.

Un’esperienza da vivere, più che da tradurre in parole, come tutti gli spettacoli proposti da Stefano, che spaziano dalle sedute spiritiche teatrali agli universi leggendari e fiabeschi, avvolti nella musica e inebriati dal piacere del viaggio “oltre la soglia”.

Manuela Marascio

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