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Eventi | 25 febbraio 2020, 10:50

Coronavirus come Godot: teatri chusi a Torino, il mondo dello spettacolo chiede l’apertura di uno “stato di crisi”

Cancellati tutti gli appuntamenti della settimana: Stabile, Torino Spettacoli, Fondazione Piemonte dal Vivo, TPE, Fertili Terreni Teatro bloccano la programmazione. AGIS e FEDERVIVO scrivono a Franceschini

Coronavirus come Godot: teatri chusi a Torino, il mondo dello spettacolo chiede l’apertura di uno “stato di crisi”

Potrebbe essere il prologo di una commedia grottesca di Ionesco e Beckett, dove i personaggi sono imprigionati e manipolati dalle inspiegabili ragioni del teatro dell’assurdo. E invece è la realtà che un intero comparto, lo spettacolo, sta vivendo – o meglio, subendo – in tutto il Piemonte in queste ultime ore di panico diffuso e generalizzato.

Com’è ormai ben noto, a seguito dell’ordinanza emessa il 23 febbraio dal Ministro della Salute di intesa con il presidente della Regione, fino al 29 febbraio sono sospese “tutte le manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico”. Un provvedimento calato come una scure sulle programmazioni teatrali, cinematografiche e musicali, che hanno visto, per quanto riguarda il nostro territorio, la sospensione di eventi anche grossi – come il festival Seeyousound al Cinema Massimo di Torino – e la cancellazione di repliche o prime dalle scene.

Come riferito dal Teatro Stabile del capoluogo, in una lettera inviata ieri al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, le presidenze di AGIS – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo e FEDERVIVO hanno chiesto l’apertura di uno “stato di crisi” del settore dello spettacolo dal vivo, proprio alla luce delle disposizioni adottate dal governo per limitare la diffusione del Coronavirus. Pur condividendo, “animati da un grande senso di responsabilità, ogni decisione a tutela della salute dei cittadini”, si legge nel documento, i due enti sottolineano comunque “le gravissime difficoltà che già in questa fase sta subendo l’intero comparto. Il blocco di ogni attività di spettacolo nelle regioni del Nord Italia sta generando infatti un impatto economico estremamente negativo, tanto per il crollo dei ricavi da bigliettazione quanto per la drastica riduzione delle paghe degli addetti del settore”. Per questa ragione, AGIS e FEDERVIVO ribadiscono “la necessità di un intervento urgente a favore del settore, con lo stanziamento di adeguate risorse e con l’adozione di provvedimenti normativi che evitino qualsiasi penalizzazione nei confronti dei soggetti finanziati dal FUS (Fondo unico per lo spettacolo)”.

Lo stesso Teatro Stabile di Torino, ieri, ha comunicato le modalità di rimborso o cambio titolo per i biglietti già acquistati dagli spettatori. Al Carignano sono state cancellate le repliche di “Un nemico del popolo”, con Massimo Popolizio e Maria Paiato, e del “Mago di Oz” per i bambini. Al Gobetti vengono invece rinviate a giugno le recite di “Radio clandestina”, con Ascanio Celestini. E, ironia della sorte, proprio nella due giorni prevista per commemorare Luca Ronconi, scomparso cinque anni fa, gli eventi di ieri e oggi, in collaborazione con TPE e il Museo Nazionale del Cinema, non potranno avere luogo.

Stesso discorso vale per le stagioni di Torino Spettacoli, Teatro Regio, Fondazione Piemonte dal Vivo, TPE, Fertili Terreni Teatro, Casa del Teatro Ragazzi e Giovani; il Teatro Civico Garybaldi di Settimo Torinese e il Cirko Vertigo di Grugliasco, per citarne solo alcuni.

E per domani, mercoledì 26 febbraio, è stato convocato un incontro presso la sede dell’AGIS Lombardia, al fine di definire modalità di comportamento univoche per le imprese di spettacolo nelle regioni interessate dell’epidemia.

Manuela Marascio

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