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Attualità | 26 febbraio 2020, 19:35

Da Collegno "Il Falco e l'Altalena" dondola speranza

L'autrice Caterina Migliazza, mamma di Fabrizio Catalano, continua la sua ricerca raccontandosi anche nel suo libro

Da Collegno "Il Falco e l'Altalena" dondola speranza

Scrivere è terapeutico. Lo pensa anche Caterina Migliazza, mamma di Fabrizio Catalano, il diciannovenne di Collegno sparito ad Assisi il 21 luglio 2005, dove frequentava il secondo anno di un corso di musicoterapia.

La lotta dei suoi genitori continua e mamma Caterina  ogni anno invita le persone a parlare e narrare la propria storia con il premio letterario nazionale "Caro Fabrizio, ti racconto". A raccontarsi, però, questa volta è lei, autrice de "Il Falco e l'Altalena - la storia di una madre per un figlio scomparso".

Un libro che sta riscuotendo successo e che trova tra le sue pagine il dolore di una madre, ma soprattutto la speranza, una luce che continua a rimanere accesa e a illuminarsi giorni bui, un grido di amore che vuole raggiungere Fabrizio, donandogli  cosi ulteriore vita con la sua inesausta ricerca.

Secondo il dato più aggiornato contenuto nella relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, in Italia, dal 1° gennaio 1974 al 31 dicembre 2019, sono 61.036  le persone italiane e straniere ancora da rintracciare e 2665 i cadaveri senza nome che giacciono negli obitori.

Caterina continua così la sua ricerca raccontando la sua storia e parlando anche del suo libro, presentato  all'università della terza età di Collegno, accompagnata dalla docente del corso di scrittura creativa Francesca Zuccarello, da Rosanna Dogliani, presidente Unitre,  e con letture a cura di Laura Barisone,  Elena Tondolo e Giancarlo Biò.

Caterina Migliazza si è confessata in questo libro, coinvolgendo nella storia della sua vita, fiaba e tragedia. “Una bambina - ha commentato Caterin Migliazza - che ha attraversato la vita su una piccola canoa fra le rapide di un torrente per arrivare alla grande cascata dalla quale sta ancora cadendo senza vederne il fondo, ma grazie al vostro sostegno, riuscirà a non precipitarvi”.

Diana Tassone

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