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Economia e lavoro | 28 febbraio 2020, 16:00

Il vero algoritmo dell’Italia sono gli italiani

Nella società digitale del 5G, delle tecnologie che aiutano l’uomo a vivere meglio e della robotica per curare con successo patologie sino a pochi anni fa impensabili, la vera innovazione per il nostro Paese sono ancora gli italiani. Con la loro capacità di saper fare «Made In Italy».

Il vero algoritmo dell’Italia sono gli italiani

Quante volte nella nostra vita sentiamo acclamare la capacità tutta italiana di fare impresa, il valore delle idee degli imprenditori appartenenti ad ogni settore della nostra economia e la tenacia con cui ogni giorno si cerca di resistere alla competizione di un mondo sempre più interconnesso ed interdipendente. Senza dubbio, imprese e imprenditori negli ultimi anni sono stati aiutati dalle tecnologie emergenti e dal digitale nell’affrontare molte delle sfide cui sono sottoposte tutte le organizzazioni, sia pubbliche, sia private. All’epoca del 5G che ci consente di ottimizzare i consumi energetici delle nostre case essere grazie ad una App, della robotica capace di alleggerire il peso delle attività nelle fabbriche e in grado di rendere più sicuri i posti di lavoro, oppure della stampa 3D che crea alimenti sostenibili e sicuri per la salute e realizza tessuti e organi in un domani molto vicino, fare impresa in modo tradizionale sembra quasi passato di moda.

A conti fatti e guardando i numeri ed i risultati delle migliori aziende europee, scopriamo invece che ad avere maggiore successo sono quelle imprese capaci di affiancare all’innovazione tecnologica una concreta capacità di scelte imprenditoriali fatte offlineanche grazie al quotidiano confronto con il capitale umano presente in azienda, all’esperienza maturata in anni di ricerca dell’eccellenza e sviluppo di prodotti presi a modello dal mondo intero per qualità e bellezza. Un successo fatto di fatturati crescenti anche in periodi di crisi, creazione di solidi posti di lavoro e di una tradizione che scorre di mano in mano in un ideale passaggio generazionale fatto della stessa materia della passione di chi fa del Made in Italy una filosofia ed una ragione di vita.

Ma all’epoca delle auto a guida autonoma, della Luna utilizzata come gigantesco hotspot Wi-Fi per navigare anche sulla Terra ad una velocità letteralmente “spaziale” e ai sensori che parlano con i nostri smartphone per semplificarci la vita, così come creare nel deserto 100 litri di acqua potabile al giorno a partire dall’umidità presente nell’aria, questa affidabilità, cultura e creatività vengono definite come Soft Power, un «potere morbido» che qualifica ogni idea del Bel Paese.


La consapevolezza che essere italiani rappresenti ancora oggi in ogni settore economico, sociale e produttivo un valore aggiunto è il vero ingrediente con cui ogni cittadino, imprenditore e studente può miscelare la ricetta non solo del proprio successo professionale, ma anche dell’affermazione internazionale del modello che continua a funzionare molto bene.

Ecco perché ciascuno di noi rappresenta un piccolo prodotto di marketing con le gambe, un direttore commerciale innamorato del proprio prodotto, un social network in grado di costruire on-offline un pezzetto di quella reputazione che ogni impresa ed istituzione in giro per il mondo ci invida per capacità di «saper fare».

Continueremo pertanto a far conoscere a tutti come l’Italia, fedele alla tradizione di essere il Paese dei Santi, dei poeti e dei navigatori, continui ad avere nel proprio DNA il vento che fa muovere le vele della qualità e la bandiera del Made in Italy.

Enrico Molinari

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