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Attualità | 26 marzo 2020, 14:22

Coldiretti Piemonte: "Il 50% delle imprese aperte continua a garantire cibo”

"In Piemonte annoveriamo eccellenze produttive dal riso al vino, dall’ortofrutta ai prodotti lattiero-caseari oltre a 14 Dop, 9 Igp, 18 Docg e 42 Doc che ci consentono di contribuire al primo posto che il nostro Paese occupa, a livello comunitario, per numero di imprese e valore aggiunto"

Coldiretti Piemonte: "Il 50% delle imprese aperte continua a garantire cibo”

La filiera alimentare continua ad operare con 3,6 milioni di persone con un valore dai campi agli scaffali pari a 538 miliardi di euro, il 25% del Pil. Un sistema che poggia sull’agricoltura nazionale che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi.

Tra le imprese lasciate aperte in Italia circa il 50% lavora per garantire le forniture alimentari alla popolazione con oltre un milione di realtà divise tra 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari e 230mila punti vendita, tra ipermercati (911) supermercati (21101), discount alimentari (1716), minimercati (70081 e altri negozi (138000). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti dei Dpcm dell'11 e del 22 marzo sulle base dei dati Istat.

“L’emergenza Coronavirus che ha ridotto gli scambi commerciali, per la chiusura delle frontiere e le difficoltà nei trasporti sta facendo emergere la consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza – affermano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale –. In Piemonte annoveriamo eccellenze produttive dal riso al vino, dall’ortofrutta ai prodotti lattiero-caseari oltre a 14 Dop, 9 Igp, 18 Docg e 42 Doc che ci consentono di contribuire  al primo posto che il nostro Paese occupa, a livello comunitario, per numero di imprese e valore aggiunto. Il valore strategico delle produzioni Made in Italy passa anche attraverso il fatto che siamo il Paese con più controlli sulla qualità del cibo, che viene inoltre prodotto nella maniera più sostenibile possibile. In un’ottica futura, quindi, è più che mai doveroso invertire la tendenza del passato a sottovalutare il potenziale agricolo nazionale”.

Per affrontare l’emergenza Coronavirus e combattere le speculazioni del momento è nata l’alleanza salva spesa Made in Italy con agricoltori, industrie alimentari virtuose e distribuzione commerciale, promossa da Coldiretti e Filiera Italia insieme ai grandi gruppi della distribuzione come Conad, Coop, Auchan, Bennet, Cadoro, Carrefour, Decò, Despar, Esselunga, Famila, Iper, Italmark, Metro, Gabrielli, Tigre, Oasi, Pam, Panorama, Penny, Prix, Selex, Superconti, Unes, Vegè.

Comunicato stampa

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