29 Luglio 2010 ore 15:42 | Economia Torino: Fiat sospende per due mesi la decisione su contratto e Confindustria
La Fiat avrebbe deciso di prendere due mesi per stabilire se uscire o meno da Confindustria e disdettare il contratto nazionale. La scelta, riferita da fonti sindacali presenti oggi all'incontro all'Unione Industriali di Torino su Fabbrica Italia, arriva all'indomani dell'incontro tra Marchionne e Marcegaglia.
Alla riunione - sempre secondo i sindacati - la Fiat ha comunicato la disdetta degli accordi sul monte ore dei permessi sindacali negli stabilimenti di Pomigliano e di Arese.Questa mattina il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi ha escluso la possibilita' di una uscita del Lingotto da Confindustria: "La Fiat non rinuncia ad essere associata - ha detto a margine di un convegno Unioncamere - non cerca strade al di fuori delle relazioni industriali".
Secondo il ministro, che si e' detto "molto soddisfatto" del tavolo convocato ieri a Torino per parlare del futuro di Mirafiori, e' stato confermato che "c'e' una piattaforma riformista pronta a sostenere le politiche di investimento nel nostro Paese e fatta da tutte le grandi organizzazioni sindacali. Vorrei tanto che vi partecipasse anche la Cgil". Per Sacconi "questa piattaforma c'e' perche' Confindustria ha saputo offrire un ombrello adeguato alla Fiat". Per Sacconi, inoltre, si deve andare avanti nella trattativa su Pomigliano "per individuare modi e tempi in cui effettuare l'investimento e insieme affidabili relazioni industriali e un'affidabile pieno utilizzo dell'impianto".
Dal fronte sindacale, durante l'incontro di questa mattina la Uil ha ribadito la disponibilita' "ad un massimo di 18 turni e a un'organizzazione del lavoro e della flessibilita' necessaria in occasione dei picchi di mercato. Non ci saranno pero' accordi fotocopia", ha spiegato Eros Panicali, responsabile auto del sindacato. Riguardo alla sospensione della decisione su Confindustria, Panicali ha osservato: "Questa minaccia e' accantonata", ha sottolineato.
Immutata la contrarieta' della Fiom: "L'azienda ha confermato che Pomigliano e' un modello che intende esportare, al momento per tutto il settore auto, e probabilmente poi per tutto il gruppo. Su questo noi non li seguiamo", ha ribadito Enzo Masini, responsabile auto della Fiom. "Siamo nelle stesse condizioni, non c'e' nessuna novita' - ha aggiunto -. L'azienda vuole legare gli investimenti al poter fare deroghe al contratto nazionale. Noi abbiamo ribadito che ci sono tutte le condizioni per operare dentro al contratto nazionale e abbiamo proposto un terreno di confronto".
Per Masini "invece di avere una fase tranquilla per raggiungere uno sviluppo industriale, che continua ad apparire lontano nel tempo, si rischia di avere una situazione di conflitto negli stabilimenti. La Fiat sta usando in modo del tutto spregiudicato la crisi per cambiare i rapporti di forza all'interno del mondo di lavoro, tra sindacato, lavoratori e impresa. Le loro condizioni - ha concluso - sono inaccettabili".