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29 Luglio 2010 ore 16:13 | Società Torino: il Politecnico vara il voto segreto contro i nepotismi
Nonostante la recente lotta intrapresa dal ministro Gelmini e dalle magistrature, quello delle cattedre assegnate a parenti, più o meno stretti, e amici di chi ha già un posto all'interno del mondo universitario, nel ruolo di docente, funzionario e, talvolta, rettore.
| E se le statistiche non sono incoraggianti (a Roma, Napoli e Messina si ha una stima che oscilla dal 30 al 40% di personale con parentado inserito nell'organico scolastico), al Politecnico di Torino si cerca di invertire la rotta. In controtendenza con il resto del Paese, il Senato accademico ha sostenuto la decisione del rettore Francesco Profumo di approvare un "codice etico" che ponga fine alla questione dei nepotismi.
Nello specifico, si tratta di rendere maggiormente rigorosa la selezione dei candidati in fase di colloquio attraverso due "sbarramenti". Prima il curriculum degli aspiranti docenti sarà esaminato da una commissione costituita appositamente per l'occasione (doveroso nei casi in cui il candidato abbia una relazione di parentela con un professore interno); solo in un secondo momento si procederà alla votazione che non avverà più attraverso l'alzata di mano pubblica, ma tramite scrutinio segreto.
Queste due innovazioni dovrebbero essere sufficienti ad abbattere il sistema di baronie, ne è convinto il rettore Profumo che afferma: "E' doveroso introdurre forme di tutela e procedure trasparenti. Servirà a dare autorevolezza alle scelte". Nella speranza che anche altri atenei italiani seguano il buon esempio torinese.
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