08 Febbraio 2010 ore 15:56 Torino: difesa solleva questione di costituzionalità a processo Eternit
Aperto stamani a Torino la terza udienza del maxi processo Eternit per la catena di morti provocata dall'amianto lavorato in 4 sedi italiane della multinazionale svizzera. L'avvocato Astolfo Di Amato, difensore del magnate svizzero convertitosi all'ecologismo Stephan Schmidheiny, 62 anni, accusato di disastro doloso e rimozione volontaria di cautele ha proposto una questione di legittimita' costituzionale delle norme del codice che permettono la costituzione delle parti civili ma ostacolano - e' la tesi - la velocita' e la semplicita' del processo: se venisse accolta farebbe saltare la causa.
Nel corso dell'intervento del professore è emerso che parti civili, in questo processo, sono all'incirca 6 mila. Tra esse figurano l'Inps, di cui l'avvocato Cesare Zaccone ha chiesto l'esclusione, e l'Inail, che vuole il rimborso dei 246 milioni erogati a 1.648 persone ma che secondo le difese non può esercitare il suo "diritto di regresso" in questa sede. L'udienza è seguita da un centinaio di persone giunte da Casale Monferrato, la città in provincia di Alessandria dove la Eternit aveva uno degli stabilimenti più importanti. Nella maxiaula 2, quella riservata al pubblico, un gruppo di giovanissimi casalesi ha srotolato uno striscione: "Noi stiamo ancora morendo mentre l'amianto si sta diffondendo". Un'altro striscione, con scritto "No al processo breve", è comparso fuori dal Palazzo di Giustizia. Era stato esposto anche durante la precedente udienza.