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| giovedì 07 dicembre 2017, 10:00

Il cliente ha sempre ragione, anche quando vuole abbattere le barriere architettoniche

E’ questo il punto di partenza del vademecum distribuito ieri a Palazzo Civico, nel corso dell’incontro “Tutti clienti: buone pratiche di accoglienza e accessibilità”

“Il cliente con disabilità non è diverso dagli altri clienti: è a tutti gli effetti un ospite che contribuisce all’economia della tua azienda e va trattato con rispetto”.

E’ questo il punto di partenza del vademecum distribuito ieri a Palazzo Civico, nel corso dell’incontro “Tutti clienti: buone pratiche di accoglienza e accessibilità”. Un momento di confronto, nel corso del quale sono stati forniti a commercianti ed albergatori consigli pratici e strumenti fisici, quali vetrofanie e locandine per comunicare che l’attività dispone di pedana per superare il dislivello ed è priva di barriere architettoniche.

Perché, come ha sottolineato l’assessore al commercio Alberto Sacco, :”Se in passato il problema era costituito dall’accessibilità strutturale, oggi invece il tentativo è superare l’assistenzialismo offrendo a tutti i clienti un servizio accogliente e di qualità”. Parole condivise anche dal Direttore della Consulta per le Persone in Difficoltà Gianni Ferrero.

Tra i consigli pratici quello di mai standardizzare, ma trattare i clienti in base alle loro esigenze specifiche a prescindere dalla disabilità, così come l’ascolto. Questo vuol dire, ad esempio, nel caso di persone su carrozzella o cieche di rivolgersi direttamente a loro e non all’accompagnatore. Oppure usare un linguaggio semplice, così come etichette e testi scritti, per relazionarsi con un cliente sordo. Piccoli gesti di attenzione, con l’obiettivo di ”abbattere tutte le barriere, psicologiche e fisiche, che ancora impediscono una piena fruizione della città e delle attività commerciali”, come hanno sottolineato il Presidente Confesercenti Giancarlo Banchieri e la Presidente di Ascom Maria Luisa Coppa.

“L’obiettivo”, hanno aggiunto, “è chiaro: tutti clienti da auspicio deve diventare una solida realtà”.

Cinzia Gatti

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