Cultura e spettacoli - 17 settembre 2016, 12:02

Il dramma dei siriani in esilio nel libro di Hamadi presentato a Chivasso

Un Paese di 24 milioni di abitanti che conta 5 milioni di sfollati e 6 milioni di rifugiati sparsi in tutto il pianeta

Il dramma dei siriani in esilio nel libro di Hamadi presentato a Chivasso

Un Paese di 24 milioni di abitanti che conta 5 milioni di sfollati e 6 milioni di rifugiati sparsi in tutto il pianeta.

Questo è il dramma della Siria, sconvolta da regimi autoritari e dai bombardamenti delle nazioni più potenti della Terra. E' il dramma raccontato nei libri dello scrittore Shady Hamadi, nato a Milano nel 1988 da madre italiana e padre siriano. Venerdì 16, alla Biblioteca MoviMente di Chivasso, Hamadi ha presentato la sua ultima opera, “Esilio dalla Siria – Una lotta contro l'indifferenza”. Fino al 1997 al giovane scrittore e alla sua famiglia è stato vietato l'ingresso in Siria, a causa dell'esilio del padre Mohamed, appartenente al Movimento Nazionalista Arabo, più volte arrestato e torturato in patria.

Vivo da scrittore esiliato, una condizione che tocca milioni di Siriani – spiega Hamadi -, vedo da fuori il dramma di questi profughi che non possono avere un ritorno. Bashar al-Assad, succedendo al padre alla presidenza della Siria, inizialmente si circondò di figure del vecchio regime che furono poi sostituite da una nuova classe dirigente, più attenta alla gestione del potere attraverso l'economia. Questo ha prodotto una fortissima inflazione concentrata principalmente nelle aree rurali. Per fare un esempio – dice lo scrittore italo-siriano -, un impiegato di un grande Comune percepisce circa 500 euro, mentre nelle zone rurali arriva appena a 100 euro al mese. Questa situazione ha generato la ribellione della gente e le conseguenti dure repressioni”.

Una terra, quella siriana, sconvolta oggi anche dall'escalation nella guerra contro l'Isis e dai bombardamenti dell'Occidente: “Non si sconfigge la radicalizzazione – analizza Hamadi – se non si sconfigge l'ipocrisia della nostra politica estera, che appalta la sua sicurezza a regimi autoritari che fanno della repressione la loro ragione d'essere. Io devo preservare la speranza per chi, vivendo in Siria, questa speranza non ce l'ha. La cultura ha un ruolo fondamentale, un libro può salvare una vita quando diventa uno strumento di comprensione”.

Dixit

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