Dove un tempo alloggiava l’Istituto Salvemini, oggi spostato all’interno del Polo del 900, ha trovato sistemazione il Centro culturale Làadan di Torino. Al primo piano di via Vanchiglia 3, a pochi metri da piazza Vittorio Veneto, ora c’è un altro pezzo di storia della città.
Al suo interno vivono tre realtà, la Casa delle Donne, il Centro studi e documentazione del pensiero femminile e l’Archivio delle donne in Piemonte. L’inaugurazione ufficiale, che si è tenuta venerdì 9 giugno, ha visto la partecipazione di centinaia di persone nell’arco della serata.
Nata nel 1979, la Casa delle Donne è un’associazione che si pone come crocevia di dialogo e contatto tra diverse realtà della città, è un luogo delle donne per le donne, dove trovare ascolto e supporto, ma anche tanta creatività. Muoversi tra i corridoi e le stanze di questo luogo equivale a fare un tuffo nella storia, per scoprire – talvolta con una nota di amarezza – che le battaglie del passato sono ancora attuali. Come ad esempio, e un manifesto del ’73 campeggia a dimostrarlo, quella per l’autodeterminazione, per la possibilità di decidere cosa fare del proprio corpo.
Attraverso le fotografie, gli appunti, gli slogan e i manifesti, si costruisce un parallelo tra il passato, fatto di lotte e conquiste, e il presente, nel quale, sebbene sul piano dei diritti si registrino progressi, tanta strada è ancora da fare.
C’è, però, anche un corposo archivio, molto frequentato da studenti e docenti, che raccoglie le informazioni sul Fondo Piera Zumaglino, figura cardine del femminismo torinese, e sul Fondo Alessandra Mecozzi, memoria storica del movimento.
Ci sono i corsi, dal laboratorio di scrittura creativa all’hatha yoga, ma ci sono soprattutto i numerosi servizi offerti dalle tante realtà che “abitano” la Casa delle Donne. Perché sotto il cappello di questa associazione ve ne sono molte altre, ciasciuna con una propria storia e con una propria precisa identità. Tutte, però, accomunate dalla lotta per i diritti.
Il Centro studi e documentazione del pensiero femminile nasce più tardi, nel ’95, con una biblioteca specializzata nella saggistica delle donne, ma ci sono anche un nutrito archivio fotografico e una videoteca.
L’associazione è un punto di riferimento per i progetti di comunicazione volti alla lotta contro le discriminazioni. Dalla “conservazione” della memoria, infatti, il centro è passato alla promozione di attività di formazione, perché quanto archiviato, catalogato e analizzato possa essere messo a frutto per nutrire la consapevolezza.
Anche l’Archivio delle donne in Piemonte lavora in tal senso, occupandosi della salvaguardia della memoria storica. È l’associazione più “giovane”, nata nel 2006, che porta con sé una ricca biblioteca e che prosegue nell’opera di nuove acquisizioni, accogliendo anche donazioni di libri e documenti.
Ma c’è anche uno sguardo rivolto alla dimensione nazionale e internazionale, che collega le lotte e la ricerca con i movimenti di altre realtà fuori dal Piemonte.
Il centro culturale Làadan raccoglie quindi un immenso archivio di valori, documenti e immagini, messo a frutto grazie all’instancabile lavoro di numerose volontarie. C’è chi ha partecipato alle lotte degli anni Settanta ma anche qualche volto più giovane, magari più interessanto all’aspetto militante della lotta per i diritti, ma che eppure si tuffa con entusiasmo nell’esplorazione della storia. Un luogo che offre anche un rifugio, opportunità di crescita e tanta, tanta partecipazione.