È stata una decisione molto difficile, quella presa da Gianfranco Salmaso, presidente della Lilliput. Come è ormai chiaro da tempo, infatti, la squadra non parteciperà al prossimo campionato di Serie A2, nonostante venga da una stagione molto positiva, nella quale le ragazze di Venco hanno concluso all’ottavo posto, a pari merito con Palmi e Chieri, non partecipando per un soffio ai playoff.
“Abbiamo dimostrato di valere questa categoria – ha esordito il presidente, che lo scorso anno aveva deciso di chiedere il ripescaggio dopo aver subito sul campo la retrocessione – era quello che ci aveva spinto a chiedere il ripescaggio un anno fa, al termine di una stagione bruttissima. Mi dispiaceva lasciare la A2 senza aver dimostrato il nostro valore”. Lo farà per quest’anno: “I costi sono troppo elevati per le nostre casse – ha spiegato Salmaso – abbiamo fatto i nostri conti e visto che non possiamo permettercelo. A questo punto ripartiamo dal basso, dalla B1, senza alcun rimpianto. Purtroppo non abbiamo nessun santo in paradiso che ci aiuta”.
In panchina si ripartirà da Venco, confermatissimo dopo la bella stagione in A2, un allenatore molto stimato e ricercato, segno che la Lilliput ha comunque grandi obiettivi. “Ci dispiace perdere la categoria, ma ognuno deve fare la polenta con la farina che ha. L’impianto societario e di squadra c’è, anche se perdiamo delle ragazze alle quali ci eravamo affezionate. Nulla però ci vieta - ha proseguito Salmaso - di fare un nuovo salto di qualità e riprenderci la Serie A2 sul campo. La speranza è che questo sia solo un arrivederci a questa categoria, visto che a Settimo, presto, avremo anche un nuovo palazzetto e quindi potremo permetterci di fare qualcosa in più. Servirà però qualcuno che ci aiuti economicamente”.
Alcune ragazze hanno già lasciato la squadra, come Biganzoli, andata alla LPM Mondovì, ed Akrari, passata alla Fenera Chieri. “Un po’ di amarezza c’è stata nelle ragazze e alcune di loro hanno lasciato la squadra, perché è giusto che giochino in Serie A2, visto che hanno dimostrato di meritarla. Non c’è stato però alcun litigio, addirittura alcune ragazze che hanno lasciato ci stanno ancora aiutando con l’estate ragazzi, organizzata dalla società”.
Dopo il Parella maschile lo scorso anno, quindi, un’altra società torinese è stata costretta a rinunciare a un titolo conquistato sul campo: “Purtroppo la Serie A2 rappresenta un salto molto grosso, è un campionato professionistico, i costi sono più elevati. Se non hai uno sponsor che ti sostiene, non hai la possibilità di coprire le spese”.
La Lilliput sta cercando una società che voglia scambiare il titolo e salire in Serie A2 per la prossima stagione, anche se non è ancora riuscita a trovarla. Se questo non dovesse accadere, la società si troverebbe costretta a rinunciare al proprio diritto di giocare in A2 e chiederebbe il ripescaggio, molto probabile, alla B1, altrimenti ripartirebbe dalla B2 dove è già presente una sua squadra.